AMBIENTE

Italia: NO alla privatizzazione dell’acqua


1.400.000 donne e uomini hanno sottoscritto i tre referendum per la deprivatizzazione dell’acqua. Le firme sono state consegnate alla Corte di Cassazione.

Questo rappresenta una piccola grande rivoluzione.


Fonte: Forum Italiano dei movimenti per l’acqua

 


Europa: il Pacchetto Efficienza Energetica


E’ stato approvato in via definitiva dal Parlamento Europeo, il “Pacchetto Efficienza Energetica” che prevede entro il 2020:


  1. - 20 % Emissioni Gas Serra

  2. +20 % Risparmio Energetico

  3. +20 % Utilizzo di Fonti Energetiche Rinnovabili


Fonte: Ufficio d’informazione del Parlamento Europeo

 
Ciad: il vivaio che riavvicina gli uomini


Seleh Bachar Korkor, 48 anni, vive nell’est del Ciad. Nel 2003 scoppia il conflitto in Darfur. Decine di migliaia di rifugiati sudanesi passano la frontiera. Il loro arrivo in questa regione povera e desertica causa dei problemi a Saleh. Nel 2004, l’associazione Acted distribuisce dei viveri, ma la grossa difficoltà resta la legna da ardere. Le rare fonti locali si esauriscono rapidamente e questo crea delle tensioni tra ciadiani e sudanesi. L’anno seguente, Acted fornisce del petrolio e lancia un programma di « agricoltura, ambiente e allevamento».

Dal 2005, Saleh è reclutato come vivaista, un mestiere che conosce bene. Inoltre, nel 2006, Mariam Ahamat Naharla, sudanese di 52 anni, si unisce all’equipe composta da rifugiati di entrambi i paesi. L’ambizione è di produrre 30 000 piante di alberi da frutto e da foresta per ridistribuirli. Il vivaio ha riavvicinato ciadiani e sudanesi. «Questo lavoro svolto insieme è un’occasione per conoscerci meglio», testimonia Saleh. Un sentimento condiviso da Mariam. «Siamo tutti fratelli! E’ meglio lavorare insieme che dilaniarci», spiega lei. Nel 2007, 11000 alberi hanno potuto essere piantati nei campi, 8 000 nei villaggi intorno e altri 6 000 sono serviti a creare delle zone verdi.

Questi alberi spezzano la monotonia del paesaggio. «L’albero è fonte di vita», ricorda Mariam, prima di aggiungere: «Questo lavoro non mi permette di oziare. Nel campo non avevo nessuna attività da svolgere e passavo il tempo a lamentarmi». Per Saleh, questo progetto è benefico anche per le comunità locali perché, il giorno della partenza, i rifugiati lasceranno gli alberi.

Troverete tutte le ONG riportate da Yann Arthus-Bertrand sul sito: www.goodplanet.org

 
La Georgia senza OGM


Il 23 gennaio, Mikhail Saakachvili, Presidente della Georgia, ha dichiarato sul primo canale televisivo nazionale che il suo paese sarà al più presto dichiarato « paese libero da OGM » ! “Ci auguriamo che la nostra produzione agricola sia pura e ecologicamente sana”, ha inoltre dichiarato.
Fonte : fr.rian.ru/world/

 
Florida: ritorno alle paludi


La Florida si è impegnata ad acquisite, nel 2014, il suo principale produttore di canna da zucchero, la «US Sugar Corporation», come pure l’insieme delle sue proprietà fondiarie – circa 70 000 ettari di terra – con lo scopo di riportarli al loro stato naturale: è una grande iniziativa! Lo scopo è di rivitalizzare la regione delle Everglades ripristinandone il suo ecosistema acquatico.
Fonte: New York Times

 
L’economia verde tira!


Fin dal 2008, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente ha lanciato il “New Deal Ecologico Mondiale” e “l’Iniziativa per una Economia Verde”! Il Giappone si augura di estendere il mercato del «commercio ecologico» e creare un milione di nuovi posti di lavoro, grazie a delle misure come prestiti a tasso 0 % per le imprese rispettose dell’ambiente. La Corea del Sud investirà 38 miliardi di dollari in 36 progetti di sviluppo sostenibile per creare 960 000 nuovi posti di lavoro. In programma: la creazione di reti di trasporto ecologiche, la costruzione di 2 milioni di « case ecologiche » e la pulizia dei 4 principali fiumi del paese!
Fonte: Sito ufficiale Editions Sois - Bonnes Nouvelles.

 
Le cartucce delle tue stampanti riciclate gratuitamente.


Il riciclaggio delle cartucce per stampanti non è una novità. Diversi costruttori hanno creato dei programmi di raccolta e i distributori mettono a disposizione nei negozi delle cassette per il loro recupero. Inoltre, la Epson fa un altro passo avanti con il suo programma di raccolta/riciclo di cartucce di inchiostro per via postale, destinata ai privati e alle piccole imprese. Questo programma, messo in atto simultaneamente in 25 Paesi europei, permette di spedire gratuitamente le cartucce usate per riciclarle. I componenti in plastica sono separati dalle parti metalliche, le materie sono fuse e riutilizzate per altre applicazioni industriali.
Sul sito www.epson.it, il consumatore può inserire suo indirizzo postale e ricevere le buste prepagate per rispedire le cartucce. Questo programma fa parte del piano “Azione 2018”, che mira, in particolare, a ridurre del 90% le emissioni di CO2 durante la fabbricazione e l’utilizzo dei prodotti.

 

Il primo petrolio ecologico!


Dopo cinque anni di ricerche condotte in stretta collaborazione con le università di Alicante e di Valencia, una società francese, la BFS, ha trovato il modo di trasformare il surplus di anidride carbonica in un petrolio di alta qualità, basandosi sugli effetti congiunti di fotosintesi, energia della luce e proprietà organiche del fitoplancton, che viene usato come catalizzatore.







Tutto si basa su una coltura intensiva, all’interno di fotobioreattori verticali, di fitoplancton (microalghe) selezionato a partire da ceppi dotati
di un determinato tenore di lipidi. Il principio è, in realtà, molto semplice: se è vero che il petrolio è un elemento di origine vegetale, che ha subìto una trasformazione alla quale sono occorsi secoli, accentuando al massimo grado le condizioni in cui il petrolio si crea in natura è possibile accorciare moltissimo i tempi. Quello che accade oggi è che una “centrale-tipo” della BFS è in grado di assicurare una produzione continuativa annuale di 5500 barili di un petrolio del tutto simile a quello che conosciamo e dal quale si possono trarre derivati (plastiche, polimeri ecc.) della stessa efficienza degli attuali. E per produrre un barile di questo petrolio vengono definitivamente neutralizzati (non semplicemente assorbiti) 937 Kg di CO2. Quindi, non solo produrre questo petrolio non inquina, ma il petrolio stesso è un... disinquinante!



Così, se si tiene conto dell’insieme di energia impiegata nel ciclo produttivo, a parità di percorrenza (100 km) e di potenza (135 cavalli), un’auto che consumi il petroli BFS è l’unica ad avere, alla fine,
una bilancio di segno negativo nella produzione di anidride carbonica (- 48 kg di CO2), un risultato nettamente migliore  rispetto alle vetture che consumano petrolio fossile (+ 19 kg di Co2) e persino rispetto alle auto elettriche alimentate a energia nucleare (+0,3 kg di Co2).


La notizia ci sembra ancora più buona in quanto riguarda da vicino anche l’Italia: è già stata prevista, infatti, la realizzazione di nuove centrali BFS, una delle quali a Venezia.




Se conoscete il francese e vi interessa approfondire questa straordinaria notizia, magari entrando anche nel dettaglio del funzionamento delle microalghe, potete leggere qui:


http://cdurable.info/Premier-petrole-renouvelable-et-reducteur-de-CO2,3173.html


Ma se non conoscete il francese potete comunque lustrarvi gli occhi con il video incorporato a metà della pagina, nel quale potrete ammirare gli incredibili cilindri verde brillante da cui nasce il petrolio ecologico.

 


'Panni sporchi': Adidas si unisce a Puma e Nike nella sfida contro l'inquinamento


Dopo Puma e Nike anche Adidas si impegna a ridurre a zero il rilascio di sostanze chimiche pericolose. La multinazionale che produce articoli sportivi, infatti, ha risposto alla campagna "Detox" di Greenpeace impegnandosi a conseguire gli obiettivi di riduzione di emissione di elementi pericolosi nella filiera produttiva entro il 2020.

L'impegno arriva a meno di due mesi di distanza dalla pubblicazione del rapporto di Greenpeace "Panni sporchi" che rivela l'esistenza di rapporti commerciali tra alcuni dei maggiori brand di abbigliamento - tra cui Puma, Adidas e Nike - e aziende produttrici responsabili per il rilascio di sostanze tossiche inquinanti nei fiumi cinesi.

Un secondo rapporto pubblicato la settimana scorsa "Panni sporchi 2" ha poi fornito ulteriori prove che sostanze chimiche persistenti nell'ambiente, bioaccumulanti (cioè che si accumulano lungo la catena alimentare) e capaci di alterare il sistema ormonale dell'uomo, come il nonilfenolo, vengono usate nel processo di manifattura da più di 14 brand internazionali, tra cui Kappa, H&M e Abercrombie&Fitch.

«L'impegno di Adidas per una politica di "scarichi zero" - dichiara la responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace, Vittoria Polidori - dimostra il riconoscimento che non esistono "livelli sicuri" e che solo la totale eliminazione delle sostanze chimiche pericolose dalla sua filiera produttiva può fare la differenza. Ora attendiamo che i tre più grandi brand sportivi trasformino le loro promesse in piani concreti e in grado di apportare cambiamenti reali lungo tutta la filiera tessile».
Adidas peraltro promette anche alcune azioni molto specifiche e immediate, inclusa l'eliminazione graduale dei nonilfenoli etossilati basata su un approccio che non tollera "livelli sicuri" e l'impegno a lavorare su tutta la sua catena di fornitura. Adidas ha anche accettato di rispettare il "diritto di sapere" per garantire la piena trasparenza sull'utilizzo delle sostanze chimiche rilasciate dai propri fornitori. Ha inoltre esplicitamente dichiarato il suo impegno a sviluppare un approccio trasversale in aggiunta al proprio piano individuale. La multinazionale ha promesso un piano dettagliato entro le prossime 7 settimane.
«Dopo la pubblicazione della nostra inchiesta "Panni sporchi" - aggiungono da Greenpeace - pare che eliminare le sostanze tossiche stia tornando di moda, e altri brand dell'abbigliamento si sono pubblicamente impegnati nella sfida "Detox", tra cui Lacoste, G-Star Raw, Uniqlo e la marca sportiva cinese Li Ning».
«Nelle prossime settimane ci confronteremo con tutte queste aziende per trasformare il loro impegno iniziale in un piano individuale per costruire un futuro libero da sostanze tossiche - conclude Polidori - Greenpeace auspica che anche l'italiana Kappa salga presto a bordo della sfida Detox per impegnarsi, in linea con Nike, Adidas e Puma, a eliminare totalmente l'uso dei composti pericolosi lungo tutta la catena produttiva».
 

MEDITAZIONE E TECNICHE ENERGETICHE NO TAV


Abbiamo il piacere di segnalare ai nostri lettori iniziative non violente in sintonia con il nostro orientamento: Pratiche di meditazione e tecniche energetiche nella Val Susa impegnata nella protesta NO TAV. I gruppi sono due, e si rifanno entrambi a grandi esponenti del pacifismo militante.


Il primo si rifà al maestro buddhista Thich Nhat Hanh (Nobel per la pace, con alle spalle una lunga militanza non violenta in situazioni di grave conflitto sociale nel Viet Nam da cui proviene) e propone alcune semplici pratiche meditative (www.esserepace.org ) come contributo ad una soluzione non violenta della vertenza che vede i valsusini impegnati nella lotta NO TAV:

Se siamo felici, se siamo in pace, possiamo sbocciare come un fiore;
e la nostra famiglia, tutta la società, trarranno beneficio dalla nostra pace”

Propone la pratica di meditazione come una delle varie metodologie non violente per gestire la tensione sociale che si è venuta a creare e cercare uno stato di  sintonia tra le proprie emozioni e ciò che accade all’esterno. E soprattutto partendo dall’assunto che è importante cambiare se stessi per cambiare il mondo:


“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” (Mahatma Gandhi)

Il gruppo di pratica è aperto a tutti, di qualsiasi tradizione e religione, con o senza esperienza di meditazione; le pratiche sono semplici, alla portata di tutti, ed è sufficiente un po’ di voglia di guardare dentro se stessi desiderando la vera pace e il vero cambiamento.

Chi fosse interessato può lasciare il suo indirizzo mail a:  oltrelamente@hotmail.com


Un secondo gruppo mette in pratica tecniche energetiche dette di “psicomagia”: Psicomagie per una valle libera dal TAV.

Secondo la fisica quantistica, ciò che pensiamo ha un risvolto sulla realtà esterna. Ispirandosi a questo concetto il gruppo propone, tramite la pratica di queste tecniche di riprendersi la propria determinazione a vivere in una valle libera dal TAV, contro ogni pensiero di scoraggiamento e sfiducia.

Il gruppo organizza a Novembre quattro appuntamenti nel corso dei quali si parlerà del potere della mente, dell’intento e del cuore, si lavorerà con l’energia e con le emozioni e verranno condivise semplici tecniche di de-creazione e creazione della realtà.

Ci sono stati nei mesi scorsi altri incontri del genere, davanti alla centrale elettrica di Chiomonte: anche questi incontri sono aperto a tutti, sia a chi ha già partecipato, sia a chi partecipa la prima volta, sia a chi vuole solo curiosare.


Incontri a cura del gruppo "l'albero delle foglie parlanti",  info: tel 333/9747409