Buono a sapersi

Cose che è meglio sapere per evitare brutte sorprese!

Non sempre le notizie che potrebbero interessarci, esserci utili o addirittura salvarci la vita ci vengono riportate, anzi. Molte notizie scomode vengono passate in sordina se non “dimenticate” dai mezzi d’informazione di massa.


Quello che ci proponiamo di fare in questa pagina è esattamente il contrario! Portare a galla le informazioni che, anche se scomode a qualcuno, possono essere utili a molti altri.

 

Cari Amici,

riceviamo da Avaaz questo invito ad un’azione civile, che volentieri pubblichiamo. Ricordando che con in clic possiamo fare molto perché insieme siamo potenti.

La redazione delle Edizioni Amrita


“Non riesco a togliermi dalla mente questa immagine: un giovane dissidente siriano che entra in ospedale con una ferita a una gamba e ne esce con un proiettile in testa. La sua famiglia ha descritto in lacrime il modo in cui il regime ha restituito loro il corpo, e ha aggiunto: “Non è rimasto alcun posto sicuro in Siria, nemmeno gli ospedali”.

Per sei mesi ho parlato con i sopravvissuti a torture e stupri, e ho compianto alcuni dei miei più cari amici, pacifisti impegnati nella difesa dei diritti umani. Ma ora la pressione nella regione sta crescendo, e c’è qualcosa che tutti noi possiamo fare per mettere fine alla carneficina e fermare questi delitti: convincere urgentemente l'alleato chiave e fornitore di armi della Siria, la Russia, a smettere di frapporsi a un'azione mondiale.

Finora nessuno ha chiesto alla Russia di rendere conto dei rifornimenti d’armi destinati a queste atrocità, ma insieme potremo cambiare le cose se ti unirai a me adesso. Sia la Cancelliera tedesca Merkel che il Presidente turco Erdogan sostengono il movimento siriano per la democrazia ed esercitano grande influenza sulla Russia: chiediamo loro di agire insieme alla Lega Araba per fare pressione sulla Russia per farle smettere di bloccare l'azione dell'ONU in Siria. Firma questa urgente petizione rivolta alla Germania e alla Turchia: la consegnerò questa settimana ai loro Ministri degli esteri:

http://www.avaaz.org/it/stop_the_horror_in_syria_a/?vl

In Siria sono state uccise almeno 5.500 persone, tante quante durante l’intera guerra in Kosovo. Secondo il personale ospedaliero e alcuni testimoni intervistati da Avaaz, le forze di sicurezza siriane si sono servite di ospedali e mezzi di trasporto della Croce Rossa per arrestare, uccidere e torturare decine di dissidenti democratici e per trattenere in stato di fermo i medici, violando palesemente il diritto internazionale.

Due settimane fa la Russia ha vergognosamente indotto il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a bloccare un’azione globale per fermare il massacro di innocenti da parte del regime siriano. E contemporaneamente ha consegnato armi di grossa potenza a questi macellai.

Ma ora la pressione su Assad sta crescendo: le sanzioni economiche hanno lasciato il suo esercito senza risorse sufficienti e allo stremo delle forze e la Lega Araba gli ha concesso due settimane per incontrarsi con i leader dell’opposizione. Ci sono due paesi chiave che possono fare la differenza per fermare il bagno di sangue: la Turchia, paese confinante della Siria nonché potenza emergente della regione, e la Germania, il secondo partner commerciale della Russia e suo tradizionale mediatore.

Sia la Turchia che la Germania sono sensibili all'opinione pubblica mondiale e stanno emergendo come paladini del movimento pro-democrazia siriano. Una forte pressione da parte nostra potrebbe spingerli a convincere la Russia a smettere di sostenere il regime. Firma la petizione ora: la consegnerò ai Ministri degli esteri della Turchia e della Germania questa settimana:

http://www.avaaz.org/it/stop_the_horror_in_syria_a/?vl

Mentre alcuni governi non sanno come muoversi, i membri di Avaaz stanno facendo la differenza in Siria. Siamo stati in grado di supportare le forti sanzioni al petrolio che hanno gettato le basi per la disfatta di Assad. Abbiamo fatto breccia nel silenzio dei media e lavorato senza sosta per documentare le sparizioni di persone e gli altri numerosi crimini, smontando le bugie del regime. Ora è il momento di mantenere accesa la fiamma della speranza e di illuminare il cammino verso una Siria pacifica e democratica.

Con speranza,

Wissam Tarif e il team di Avaaz

PIU' INFORMAZIONI:

Così l'Occidente arma Siria e Yemen (Terra):
http://www.terranews.it/news/2011/10/cosi-l%E2%80%99occidente-arma-yemen-e-siria

Il veto della Russia all'ONU e le relazioni finanziarie con la Siria (New York Times, in inglese)
http://www.nytimes.com/2011/10/06/world/middleeast/with-united-nations-veto-russia-and-china-help-syria.html

Siria, sanzioni turche dai primi di ottobre, no misure contro popolazione (Adnkronos International):
http://www.adnkronos.com/IGN/Aki/Italiano/Politica/Siria-sanzioni-turche-dai-primi-di-ottobre-no-misure-contro-popolazione_312487098646.html

Siria, stop all'Onu da Russia e Cina (Il Sole 24Ore):
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-06/siria-stop-russia-cina-063844.shtml?uuid=Aa7IWOAE

La Germania è il secondo partner commercial della Russia (sito del Ministero degli esteri tedesco, in tedesco):
http://www.avaaz.org/german_foreign_ministry


Cari amici,


ecco una storia tra il riso e il pianto che descrive bene la situazione. L’abbiamo ricevuta da un lettore e la condividiamo nelle nostre News con grande piacere!

Leggete…


LA CRISI DEGLI ASINI


Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.

I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.

L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.

Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.

Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli.

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era
crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.

Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune.

Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.

Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.

Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità...

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate.

Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.

Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato.

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.

 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.

E voi, cosa fareste al posto loro?

Che cosa farete?

 

INDIGNADOS ITALIA:
 
http://it-it.facebook.com/pages/INDIGNADOS-ITALIA/150928878308556?sk=wall

 

 

LEGGE BAVAGLIO: CI RIPROVANO.


Il governo ha nuovamente scongelato il testo del disegno di legge Mastella, passato alle cronache come “legge bavaglio” e contenente il “comma ammazza blog”. La rete, e gran parte delle testate giornalistiche, sono nuovamente in fermento per cercare di manifestare, assieme ai lettori, il loro dissenso e spiegare perché questo disegno di legge non fa bene alla democrazia, al paese e ai cittadini.

Il “Comitato per la libertà e il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo” ha organizzato una manifestazione per chiamare in raccolta tutti coloro che non condividono la “Legge bavaglio”. L’appuntamento è per  giovedì 29 settembre, dalle 15 alle 18, presso il Pantheon a Roma.

Cos’è la legge bavaglio?
La “legge bavaglio” è figlia dell’ex ministro di grazia e giustizia, Clemente Mastella, e impone delle restrizioni allo strumento delle intercettazioni da parte dei magistrati. La legge però tocca anche i giornalisti perché a questi sarà vietato pubblicare gli atti di indagine. Il ddl Mastella inoltre non si ferma solo ai professionisti della notizia, ma introduce nuove norme anche per tutti gli utenti internet che hanno un blog o un sito non registrato come testata giornalistica, questi dovranno sottostare ad alcune normative che regolano la stampa.

Come cambiano le intercettazioni?
I magistrati potranno effettuare delle intercettazioni, anche ambientali, per reati che prevedono una pena massima di 5 anni di carcere, per un periodo di tempo massimo di 75 giorni. Sarà possibile prorogare il limite di tre giorni in tre giorni chiedendo l’autorizzazione al Pubblico ministero controfirmata dal giudice collegiale del capoluogo del distretto. Per i reati di mafia e terrorismo il limite sarà di 40 giorni e la proroga di 20.

La registrazione delle conversazioni
Sarà vietato registrare conversazioni ad insaputa dei propri interlocutori, questo emendamento è stato soprannominato “Emendamento D’Addario”, le registrazioni saranno consentite solo ai giornalisti o agli agenti dei servizi segreti.
Se si indaga o intercetta un sacerdote sarà necessario avvisare il vescovo a cui il sacerdote afferisce, se ad essere indagato sarà invece un vescovo, bisognerà comunicarlo alla Segreteria vaticana.

Gli effetti della legge bavaglio sulla stampa
Sarà vietata la pubblicazione delle telefonate e del loro contenuto. Gli atti di indagine, anche se pubblici, potranno essere pubblicati solo in maniera riassuntiva, così come i verbali degli interrogatori. Le intercettazioni potranno essere pubblicate solo dopo la conclusione delle indagini preliminari. I giornalisti che contravverranno a questi divieti pagheranno multe dai 10 ai 100 mila euro. I PM che forniranno alla stampa atti coperti da segreto e dichiarazioni sulle inchieste potranno essere sostituiti.

Cos’è il comma ammazza blog?
Il comma 29, contenuto nel ddl, ha agitato molti blogger che hanno subito soprannominato il provvedimento “comma ammazza blog”. Il comma introduce il “diritto di rettifica” anche per blog e siti non iscritti come testate giornalistiche. In questa maniera chi intende anche solo tenere un diario on line dovrà sottostare ad una delle norme che regolano la stampa italiana. La rettifica deve avvenire entro 48 ore e il blogger che non rettificherà potrà essere condannato a pagare sino a 12 mila euro di multa.


Fonte: www.iljournal.it

 

Pubblichiamo la notizia di un’importante campagna per i diritti dei molti anziani non autosufficienti:


TRECENTOMILA FIRME per i diritti delle persone anziane non autosufficienti

In Provincia di Torino 15.000 persone malate croniche non autosufficienti e le loro famiglie sono lasciate sole! Restano in lista d’attesa per un letto in strutture per anziani o per un sostegno domiciliare.

Il Governo ha azzerato il fondo nazionale per la non autosufficienza, e la Regione ha tagliato le risorse alle ASL (-130 milioni nel 2010 e -150 milioni nel 2011…), ha ridotto risorse per il sociale ai Comuni e ai Consorzi di Comuni e ha cambiato i criteri di riparto del Fondo per le politiche sociali, penalizzando particolarmente Torino e l’area metropolitana.

A Torino città sono 8.500 in lista di attesa (circa 2000 necessitano di posti letto e circa 6500 di un sostegno domiciliare). La Regione ha tagliato 13,9 milioni per la quota sociale. Le ASL hanno ridotto del 5% la spesa sanitaria, bloccando la presa in carico delle persone (sia per i ricoveri, che per i sostegni alla domiciliarità). Questi tagli della Regione stanno facendo regredire la tradizione di tutela delle persone più deboli che da sempre il Comune di Torino ha messo in campo. Il diritto negato delle cure in residenza o a domicilio costa alle famiglie  da 1500 a 3000 € al mese.


C’E’ UN DIRITTO ALLA CURA CHE VIENE NEGATO


Quel diritto si chiama L.E.A. (Livello Essenziale di Assistenza) previsto da leggi nazionali e regionali, che la Regione Piemonte disattende. A ciò si aggiunge la beffa dell’INVALIDITA’ CIVILE. Sono cambiate le procedure, le responsabilità rimbalzano tra INPS e ASL, mentre le pratiche non vengono evase da un anno. Così, nemmeno l’indennità di accompagnamento di 487,39 € al mese arriva alle persone non autosufficienti e alle famiglie, per dar loro un sollievo.


FIRMIAMO LA CARTOLINA, diamo una mano in questa battaglia di civiltà, basta aprire questo sito e cliccare su "FIRMA LA CARTOLINA".

 

http://www.cgiltorino.it/newsmodule/view/id/161/src/@random4a3bb09fdb4ec/section/46


Riceviamo da una lettrice e volentieri trasmettiamo.


Ecco una notizia che fa male agli spiriti liberi.

"Current verrà cancellata. Sky ribalta la decisione di trasmettere il canale di Al Gore e si appresta ad oscurare il solo canale di Informazione Indipendente in Italia. Dal 2008 Current lavora per portare in TV quello che gli altri nascondono. Per costruire servizi che arrivano dove gli altri non vanno. Per dare ai propri telespettatori un'informazione varia e senza censura, perché conoscere la verità è l'unica via per formarsi un'opinione propria. Dal 2008 Current è l'unico canale veramente indipendente in Italia. A maggio del 2011 vogliono oscurare Current."

Ma c'è ancora una possibilità per far recedere la potente rete di Murdoch da una decisione del genere. Si può scrivere direttamente a SKY chiedendo di non chiudere Current all'indirizzo (clicca direttamente qui): tom.mockridge@skytv.it che è l'email dell'Amministratore Delegato di Sky Italia.

Grazie.
E ricordatevi che l'unione fa la forza!

 

REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011:

APPROFONDIMENTO SULL’ENERGIA NUCLEARE.

Qualunque sia il vostro orientamento verso il nucleare, vi preghiamo comunque di leggere questo articolo e di riflettere.


Il referendum del 12 e 13 giugno sarà un’occasione per far sentire la nostra voce in proposito e su altri temi fondamentali. Cerchiamo di non farcela scappare e di arrivare informati e consapevoli al voto. Qualunque esso sia. È importante che l’informazione non si blocchi.

 

Le ragioni del no al nucleare.

 

«Arrivai al reattore alle 6 del mattino. L'esplosione era avvenuta alle 01:23. Non ne sapevo niente e all'alba uscii di casa per raggiungere la centrale. Sull'autobus si parlava di un guasto ma nessuno sapeva. Solo quando calpestai la grafite contenuta nei locali dove avviene la reazione capii. Cominciai subito a lavorare con la mia squadra di elettricisti per rimettere in funzione le turbine. Fummo i primi ad arrivare da fuori, fino ad allora erano intervenuti i colleghi di turno e i vigili del fuoco.» [Anatoly Kolyadin, 57 anni]

 

Anatoly perde la pelle delle gambe tre volte all'anno, soffre di dolori alle articolazioni e fulminanti emicranie. E' uno dei rari sopravvissuti a Chernobyl, anche se in quelle ore assorbì una quantità di radiazioni mai calcolata. Le prime squadre dei pompieri semplicemente si dissolsero nel giro di qualche settimana. Il rapporto ufficiale redatto da agenzie dell'ONU (OMS, UNSCEAR, IAEA e altre) stila un bilancio di 65 morti accertati con sicurezza e altri 4.000 presunti (che non sarà possibile associare direttamente al disastro) per tumori e leucemie su un arco di 80 anni. Il bilancio ufficiale è contestato da associazioni internazionali fra le quali Greenpeace che presenta una stima di fino a 6.000.000 di decessi su scala mondiale nel corso di 70 anni, contando tutti i tipi di tumori riconducibili al disastro secondo lo specifico modello adottato nell'analisi. Il reattore venne chiuso in un sarcofago di cemento, per bloccare la fuga radioattiva. Oggi quel sarcofago sta già cedendo. Ci sono molte ragioni per dire no al nucleare.

 

1. Il nucleare non è sicuro, è a rischio di incidenti catastrofici

 

Nel 1979 ad Harrisburg (Usa) si è sfiorata la “fusione del nocciolo” che c’è stata a Chernobyl (Ucraina) il 26 aprile 1986, con decine di migliaia di tumori e leucemie nei 20 anni successivi e più di 1000 morti per tumore tra i soldati intervenuti; ha contaminato l'acqua di 30 milioni di ucraini; irradiato 9 milioni di persone. Oggi, nelle regioni confinanti,2/3 degli adulti e metà dei bambini hanno gravi disturbi  alla tiroide, c’è il raddoppio delle malformazioni. Nel 2002 nell’Ohio (Usa) si è sfiorato lo stesso disastro; nel 2004 a Sellafield (GB) c’è stata una fuga 160 kg di velenosissimo plutonio rivelata solo dopo 8 mesi.

Dal 1995 al 2005 c’è stata una serie di incidenti gravi (con 7 morti e centinaia di contaminati gravi) nelle centrali del Giappone: tra cui uno gravissimo a TokaiMura nel 1999 (2 lavoratori morti, 3 gravemente contaminati e 119 esposti a forti dosi di radiazioni) e il più grande impianto nucleare al mondo chiuso il 16 luglio 2007 per i danni da terremoto.

 

2. Dopo 50 anni, non si sa ancora dove mettere le scorie radioattive

 

Ci sono milioni di tonnellate di scorie (di cui ben 250.000 altamente radioattive) senza smaltimento definitivo. Gli Usa hanno speso 8 miliardi di dollari in 20 anni senza trovare una soluzione.

In Italia, nel 2005, il governo ha dato 674 milioni di euro alla Sogin che, dopo il ridicolo tentativo di Scanzano Jonico (luogo sismico, come gran parte d’Italia), non sa dove mettere le “ecoballe” radioattive: il plutonio resta altamente radioattivo per 200.000 anni, l'uranio 238 per milioni di anni…

 

3. Non esiste il nucleare “sicuro e pulito” di Quarta generazione

 

Le centrali di terza generazione, che il governo Berlusconi vuole costruire, dovrebbero durare più di quelle in funzione - seconda generazione -, senza aver risolto il problema delle scorie né della sicurezza intrinseca (spegnimento automatico se c'è un incidente grave).

Le chiama “ponte verso una quarta generazione” che, promette, sarà assolutamente sicura, non proliferante, con poche scorie e meno pericolose. Ma i reattori di quarta generazione NON esistono! Sono previsti DOPO il 2030, come se fosse domani…

Intanto il governo propone un colossale rilancio del nucleare con reattori che, almeno fino al 2040, aggraverebbero tutti i problemi creati dal nucleare! Infatti l’Enel ha investito quasi 2 miliardi di euro per completare, in Slovacchia, due reattori di vecchia tecnologia sovietica, addirittura privi di involucro esterno, perchè tanto “la probabilità di un impatto aereo è trascurabile”...

 

4. La favola “solo col nucleare si può fermare il riscaldamento globale”

 

Per avere una riduzione di gas serra bisognerebbe costruire una centrale nucleare ogni 10 giorni - 35 all'anno - per i prossimi 60 anni! Così, con 2.000 nuove centrali nucleari, si fornirebbe il 20% dell'energia totale. C'è qualcuno, sano di mente, che pensa si potrebbe procedere a questo ritmo?

Nessuno dei top manager dell'energia crede che le centrali esaurite nei prossimi anni saranno rimpiazzate per più della metà. Il trend mondiale del nucleare è verso il basso: solo per mantenere il numero e la potenza delle 435 centrali attuali - ne sono già state chiuse 117 - ce ne vorrebbero 70 nuove entro il 2015. Una ogni mese e mezzo! E altre 192 entro il 2025: una ogni 18 giorni! Tutto per continuare a produrre non il 20%, solo il 6,5% dell'energia totale... 2.000 scienziati dell'IPCC - ONU - lo hanno certificato nel 2007: Il nucleare non potrà fermare la febbre del pianeta.

Inoltre il ciclo completo - estrazione ed arricchimento dell’uranio,  smaltimento scorie, costruzione e smantellamento centrale - emette gas serra quanto il ciclo a combustibile fossile.

 

5. L’uranio, come il petrolio, scarseggia e dobbiamo importarlo

 

L'Italia non ha uranio, dovrebbe importarlo da Russia, Niger, Namibia, Kazakistan, Australia, Canada.

Secondo l’Agenzia per l'energia Atomica, l'uranio dovrebbe scarseggiare dal 2030, invece già dal 1991 ha raggiunto il picco: se ne consuma più di quanto si estrae. Sono le scorte militari che forniscono metà del combustibile. Senza nuovi reattori, la produzione di uranio è già insufficiente, perciò il suo prezzo si è moltiplicato per 10: dal 2001 al 2007 è salito da 7 a 75 dollari la libbra.

 

Altro che “bassi costi”: il nucleare è fuori mercato


Le stime Usa per i nuovi impianti danno il nucleare a 6,3 cent/ kWh contro 5,5 del gas e 5,6 del carbone. Per questo negli Usa, nonostante gli enormi incentivi stanziati da Bush - 1,8 cent/kWh, oltre il doppio del differenziale di 0,8 cent -, nessuno ci investe più dal 1976.

L’unico reattore in costruzione in Europa è in Finlandia: l’azienda  privata ci sta perchè lo Stato paga - fa pagare ai contribuenti.. - lo  smaltimento delle scorie e smantellamento finale della centrale, che  costa quasi come la costruzione. Lo stato garantisce inoltre l'acquisto  di tutta l'energia prodotta per 60 anni: un affare senza rischi per il  privato! Ma l’entrata in funzione della centrale, ordinata nel 1996, è  slittata dal 2009 al 2011: 15 anni. Così il suo costo finale, da 2,5 miliardi di euro è aumentato a 4  miliardi: più di 4 volte di una centrale a metano della stessa potenza,1600 MW. I ritardi nella costruzione sono una costante dell'industria nucleare: negli Usa i costi di 75 reattori, previsti in 45 miliardi di dollari, sono aumentati a 145, tre volte il previsto.


In Italia i tempi sarebbero più lunghi e i costi più alti. Questo è il paese dove un km di Tav costa 4 volte di più rispetto alla Francia. Chi pagherebbe?


L'Enel per le 2 centrali slovacche, spende 2.700 euro/kW, mentre una centrale a gas costa meno di 500 euro/kW. Chi paga?

I TRE REFERENDUM DI GIUGNO


Qualche mese fa vi demmo una buona notizia: 1.400.000 firme depositate alla Corte Costituzionale per il referendum sull’acqua.


La Corte Costituzionale ha ammesso tre referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Meno di 3 mesi ci separano dalla convocazione dei tre referendum. E’ ormai chiaro che, nonostante le varie richieste, il governo non ha alcuna intenzione di accorparli con le elezioni amministrative del 15 maggio o del ballottaggio del 29 maggio

Per i referendum probabilmente si voterà il 12 giugno, ultima data disponibile, ma così facendo il governo ha anche deciso di sprecare 300 milioni di euro che in periodo di crisi potevano essere utilizzati per ben altro. Anche su questo dovremmo riflettere.

Per tutelare l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, per dire la propria opinione su un bene inalienabile come l’acqua, per contribuire alla determinazione della politica energetica del Paese e ribadire l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge, PARTECIPATE AI REFERENDUM e dite la vostra.


Resta poco tempo per convincere il 50% +1 (25 milioni di elettori) a votare per i referendum!

Noi non abbiamo televisioni o altri potenti mezzi, ma la rete sì. Usiamola per informare e invitare parenti, amici e conoscenti a partecipare ai referendum. C’è gente che non lo sa. Bisogna raggiungere il quorum. Passate parola.

Il futuro, nostro e dei nostri figli, è nelle scelte che facciamo oggi. È il momento delle decisioni. Occorre avere la volontà di farle.


Questi referendum riguardano diritti e bisogni reali: acqua, energia pulita e uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Sono concetti semplici, alla portata della comprensione e della sensibilità di tutti. E tutti dovrebbero partecipare. Il nostro comportamento determinerà le basi su cui costruire il futuro. Per voi e i vostri figli,


FATE LA VOSTRA SCELTA E RENDETE PARTECIPI

I VOSTRI AMICI, PARENTI E CONOSCENTI.


Chiediamo a tutti i lettori che condividono questo nostro appello di inviarne il testo ai propri contatti email. Nessuno può esimersi dal portare la responsabilità di queste scelte, che ricadono anche sulle generazioni future.

 

ALLARME FORESTE. POSSIAMO TUTTI FARE QUALCOSA.

Segnalato dal sito http://www.amandacastello.com 



Le foreste di tutto il mondo stanno scomparendo sempre più velocemente: bruciate per far posto a piantagioni di palma da olio, allevamenti, infrastrutture e devastate da multinazionali del legname.

Quelle incontaminate del Sud est asiatico vengono violate da una guerra silenziosa che le sta distruggendo: l’avanzata irresponsabile delle piantagioni di palma da olio, di acacia e il mercato della carta stanno facendo scomparire elementi di biodiversità unici.


Il simbolo per eccellenza di questa biodiversità è l’orango, soprannominato “uomo della foresta”.


La sua drammatica diminuzione ci spinge ad un impegno straordinario per :

- proteggere e gestire le aree forestali dove vive l’orango

- creare squadre antibracconaggio per difenderlo

- monitorare i mercati e investigare con le autorità per stroncare il commercio illegale di questi animali


Nel mondo esistono due specie di orango: quella del Borneo e quella di Sumatra. Entrambe sono minacciate. Dal 1990 ad oggi il numero di oranghi si è ridotto di due terzi: nel Borneo restano 55.000 animali, a Sumatra non più di 10.000. Dobbiamo concentrare i nostri sforzi per salvarli, prima che sia troppo tardi.


PER PASSARE ALL’AZIONE:


Dobbiamo garantire un futuro a questa specie e possiamo farlo adottandola!   Adozioni WWF


Ecco un altro indirizzo utile per aiutare il pianeta:  http://www.salvaleforeste.it/agisci.html

 

Veleno lento


L’additivo alimentare MSG (glutammato monosodico E621) è un veleno lento.L’MSG si nasconde dietro ad almeno 25 denominazioni diverse, come "CONDIMENTO (AROMA) NATURALE". L’MSG è anche nel vostro caffè favorito da Tim Horton e Starbuck!  

John Erb, assistente ricercatore all'università di Waterloo in Ontario, Canada, ha trascorso diversi anni a lavorare per il governo. Ha fatto una scoperta sbalorditiva passando in rassegna dei giornali scientifici per la stesura del suo libro intitolato "L'avvelenamento lento dell'America": nel corso di centinaia di studi in varie parti del mondo, alcuni scienziati hanno creato topi e ratti obesi per utilizzarli in test di studio su diete o sul diabete. Nessuna specie di topo e di ratto è naturalmente obesa, perciò gli scienziati dovevano produrli: ne fanno delle creature obese iniettando loro dell’MSG fin dalla nascita. Hanno anche un nome per questi grassi roditori ai quali danno origine: "TOPI TRATTATI CON MSG."

L’MSG triplica la quantità di insulina che il pancreas secerne causando l'obesità dei topi (e forse delle persone). L’MSG è dappertutto: le zuppe Campbell, i Doritos Hostess, le patatine Lays, il condimento Ramen, l'hamburger Helper di Betty Crocker, la salsa Gravy di Heinz, i pasti preparati di Swanson e le salse per insalata Kraft (particolarmente quelli a basso tenore calorico). Le etichette che non menzionano l’MSG, includono a volte altre diciture che possono trarci in inganno come "PROTEINA VEGETALE IDROLIZZATA", che è solo un altro nome per definire il glutammato monosodico, oppure "natural meat tenderizer” (inteneritore naturale per la carne).

La proteina vegetale idrolizzata è ovunque: Burger King, McDonald's, Wendy's, Taco Bell; inoltre, anche catene di migliore qualità come il TGIF, il Chili's, l'Applebee's e Denny's, utilizzano l’MSG in abbondanza. Il ristorante PFK (Kentucky Fried Chicken) è sembrato essere il peggiore: l’MSG era in ogni piatto di pollo, salsa per insalata e il sugo marroncino. Perché l’MSG è presente in così tanti prodotti alimentari? È un conservante o una vitamina? Né l'uno né l'altro secondo John Erb. Nel suo libro "L'avvelenamento lento dell'America", scrive che l’MSG è aggiunto all'alimentazione per indurre dipendenza. Persino il sito web finanziato dalla lobby dei fabbricanti del MSG, spiega che la ragione per la quale lo si aggiunge all'alimentazione è di aumentare la "voglia" dei consumatori. Uno studio ha dimostrato che gli anziani mangiano di più se l’MSG è aggiunto al loro cibo. L'associazione delle lobbies MSG dice, dunque, che agli anziani fa bene.
La pubblicità delle patatine Lays: “Scommetto che non ne puoi mangiare una sola…", assume dunque un nuovo significato! Dalla sua introduzione nell'alimentazione americana, cinquanta anni fa, l’MSG è stato aggiunto in dosi sempre maggiori ai pasti preparati, alle minestre e ai menù dei fast-food dai quali siamo spesso tentati di mangiare ogni giorno.
Il Food and Drug Administration non ha stabilito nessun limite in rapporto alla quantità che può essere aggiunta al cibo: pretendono che non vi sia pericolo nell'assumerne in grande quantità. Ma, come possono affermarlo con tanta sicurezza, quando esistono moltissimi studi scientifici con i seguenti titoli:

• "I topi obesi al glutammato monosodico (MSG) come modello per lo studio degli obesi." Gobatto Ciò - Mello Mio - Souza CT - Ribeiro IA. Re. Comune Molle Pathol Pharmacol.(2002);

 •"L'adrenalectomia sopprime la secrezione di serotonina ipotalamica tanto nei topi normali che in quelli obesi agli MSG" Guimaraes RB – Tell MM. Choelo VB - Mori C. - Nascimento LE. CM. - Ribeiro Brain Re. Bull. (agosto 2002);

• "L'obesità indotta spontaneamente nel trattamento neonatale con glutammato monosodico nei topi ipertensivi: un modello animale con molteplici fattori di rischio" Iwase M., Yamamoto M. - Lino K. - Ichikawa K. - Shinohara N. - Yoshinari Fujishima -. Hypertens Re. (marzo 1998);

• “Lesioni ipotalamiche provocate dall'iniezione di glutammato monosodico durante il periodo di allattamento e lo sviluppo successivo dell'obesità." Tanaka K. - Shimada M. - Nakao K. - Kusumoki. Exp Neurol. (ottobre 1978).

No, la data di questo ultimo studio non è un errore di stampa; è stata pubblicata nel 1978. Tanto i ricercatori  quanto i produttori del settore alimentare conoscono gli effetti secondari dell’MSG da decenni. Peggio ancora, degli studi citati nel libro di John Erb collegano l’MSG al diabete, a emicranie e mal di testa, all'autismo, ai DADH ed anche all'Alzheimer.

Parecchi mesi fa, John Erb ha presentato il suo libro e le sue inquietudini ad uno dei più alti funzionari governativi della salute in Canada. Mentre era seduto nell'ufficio governativo il funzionario gli ha detto: "So bene che l’MSG è nocivo: non toccherei questa sostanza", ma si è rifiutato di rendere pubblica la notizia. Neanche i grandi media vogliono comunicarlo per tema delle conseguenze sull’industria alimentare e della ristorazione.

Volete verificare? Cercate sul sito della U.S. National Library of Medicine www.pubmed.gov e digitate le seguenti parole: "MSG obese", poi leggete alcuni dei 115 studi medici che appaiono.


Come possiamo agire?


Come sempre, facendo circolare l’informazione: questo aumenterà la consapevolezza dei consumatori e ridurrà la domanda di prodotti con MSG.


Fonte: Sito ufficiale Editions Sois - Nouvelles du mois

 

Formaggi, yogurt e gelati morbidissimi...


Volete sapere che cosa li rende tanto morbidi? I vegetariani, gli ebrei e musulmani, in particolare, non saranno tanto contenti della assoluta mancanza di trasparenza delle industrie alimentari... Il video documentario è in francese: www.dailymotion.com/video/xb8lke_a-diffuser-largement_tech

 
L’asse terreste si è spostato...

Il terremoto di magnitudo 8,8 che a marzo ha scosso il Cile e' stato meno intenso di quello di magnitudo 9,1 che nel 2004 ha colpito Sumatra, ma potrebbe aver provocato uno spostamento dell'asse terrestre maggiore. Se il terremoto di Sumatra aveva provocato uno spostamento di circa 6 centimetri, le prime stime sul terremoto del Cile indicano uno spostamento che varia dagli 8 centimetri ipotizzati dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa ai 12 che emergono dai modelli dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Fonte: Ansa, 02-03-10

 

Hangzhou, Cina, 15-07-10, h.17.00: l’aeroporto chiude i battenti perché sorvolato da un UFO...


Alcuni siti ufficiali cinesi sostengono di conoscere l’origine e la natura di quest’oggetto, ma di non poterle divulgare a causa delle sue strette relazioni con l’esercito cinese. Video su You Tube.

 


21 AGOSTO 2010: SIAMO IN ROSSO


Oggi abbiamo finito le risorse che è in grado di offrire il nostro pianeta per quest’anno. Da domani siamo in rosso.


Questo è ciò che si evince dai dati emessi da Global Footprint Network, uno dei più autorevoli e importanti organi di controllo della salute del nostro pianeta, che collabora con governi, università e istituti di ricerca in tutto il mondo.


Ai livelli attuali di consumo, l’umanità usa l’equivalente di 1,3 pianeti ogni anno; in altre parole, la Terra impiega un anno e quattro mesi per rigenerare ciò che sfruttiamo in risorse naturali in un anno.


Inoltre secondo le Nazioni Unite, in uno studio definito da GFN “ottimistico”, se i livelli di crescita demografica e di consumo continueranno ai ritmi odierni entro il 2050 avremo bisogno, per soddisfare le nostre necessità, di DUE pianeti. E noi, naturalmente, ne abbiamo uno solo.


















Il risultato del sovrasfruttamento ambientale si traduce in collasso della fauna ittica, diminuzione della copertura forestale, esaurimento dei sistemi d’acqua e di sorgente, crescita di inquinamento e rifiuti; questo implicherà a sua volta conflitti e guerre per le risorse naturali ancora disponibili, migrazioni di massa, carestie e malattie.


Diventa ogni giorno più chiaro che stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità e anche se i riflettori sono puntati principalmente sulle emissioni di carbonio, stiamo contemporaneamente raggiungendo i limiti critici nello sfruttamento di pesca, foreste, terre coltivabili e acqua.


Immagino, caro amico lettore, che se sei giunto fin qui nella lettura avrai come noi un bel nodo alla gola. Quindi passiamo all’azione:


Sul sito di Global Footprint Network è possibile sapere cosa comporta il tuo stile di vita in termini di emissioni inquinanti e utilizzo delle risorse naturali, attraverso un test che esamina le nostre abitudini di consumo. Alla fine del test saprai qual è l’impatto che il tuo stile di vita ha sul pianeta. A questo punto arriva la parte interessante: è possibile impostare un obiettivo di decrescita responsabile di emissioni e consumi personali per poter far fronte PERSONALMENTE al problema. Il programma riformula le stesse domande che ti hanno permesso di sapere qual è la tua impronta ecologica attuale e ogni volta che cambierai un’abitudine vedrai il tuo impatto ambientale diminuire.


Ogni volta che diminuisce la tua impronta ambientale ti consigliamo di esserne fiera/o, stai salvando il nostro pianeta.

(Per iniziare il test fai click qui.)

 


L’ITALIA DEVE DIVENTARE IL MAGAZZINO NUCLEARE D’EUROPA?


I capi di stato della NATO s'incontreranno in Portogallo questo fine settimana per discutere un piano segreto: raggruppare tutte le bombe nucleari americane presenti in Europa in Turchia e in Italia, che ne conta già 80. Nonostante il mondo vada verso il disarmo nucleare, e la Germania e il Belgio abbiano chiesto lo smantellamento degli armamenti nucleari americani dopo un allarme sicurezza, il segretario della NATO e altre voci influenti vogliono mantenere l'arsenale europeo a tutti i costi. E il nostro governo sembra disponibile a trasformare l'Italia in un enorme magazzino nucleare per la NATO.


Dobbiamo impedire al Presidente Berlusconi di stipulare un patto segreto con la NATO alle nostre spalle. Ci rimangono solo 24 ore: costruiamo una denuncia pubblica enorme e obblighiamo il governo a rigettare le bombe nucleari americane. I parlamentari lo hanno già fatto, e se raggiungeremo le 25.000 firme ci daranno voce in Parlamento prima del vertice. Firma la petizione sotto e inoltrala a tutti - la consegneremo direttamente al Presidente e ai Ministri presenti al vertice


Per fimare la petizione fai click qui: http://www.avaaz.org/it/no_nucleare_italia/?vl


Fonte: Avaaz.org - World in action


Per approfondire:  - Sito del Parlamento Italiano, Camera dei Deputati

                              - Sito del settimanale americano Time  

 
TAGLI AL 5 PER MILLE


Se entrerà in vigore la nuova "Legge per la stabilità" che mette un tetto al 5 per 1000, tutte le organizzazioni del terzo settore subiranno un taglio dei fondi del 75%.
Negli scorsi giorni, i giornali hanno riportato la notizia che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha esaminato il testo della nuova "legge per la stabilità". Tale legge limiterebbe a 100 milioni di euro i fondi da destinare al "5 per 1000" con una riduzione del 75% rispetto all'importo dell'anno precedente. Tale ulteriore taglio si aggiunge a quelli effettuati al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che aiutano i paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.
Questi tagli si ripercuotono significativamente sull'operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all'estero.
Tagliare i fondi a disposizione del "5 per 1000" significherebbe anche limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell'imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del terzo settore.
Per queste ragioni chiediamo al Parlamento Italiano di intervenire per eliminare, nel testo della legge di prossima discussione, il tetto di 100 milioni di euro da destinare al "5 per 1000" per l'anno 2011, ripristinando quanto meno l'importo dei fondi previsti nell'anno 2010.


Fai click qui per firmare la petizione: www.iononcisto.org


FONTE: IO NON CI STO - Movimento d’opinione per un’Italia migliore.


Approfondimenti: -  Articolo del 18 nov 2010 di “La Stampa”
                            -  Articolo del 22 nov 2010 di “La Repubblica”

 


LE API STANNO MORENDO IN TUTTO IL MONDO E LA NOSTRA INTERA CATENA ALIMENTARE E’ IN PERICOLO


Gli scienziati puntano il dito contro i pesticidi tossici e quattro governi europei li hanno già vietati. Se riusciamo a convincere gli USA e l'UE a unirsi alla messa al bando, altri governi in tutto il mondo potrebbero seguirli, e salvare così le api dall'estinzione

In silenzio, miliardi di api stanno morendo e la nostra intera catena alimentare è in pericolo. Le api non solo producono il miele, ma sono una gigantesca forza lavoro, perché impollinano ben il 90% delle piante che coltiviamo. 

Diversi studi scientifici hanno individuato in un gruppo di pesticidi tossici la loro drastica diminuzione, mentre la popolazione delle api è aumentata incredibilmente nei quattro paesi europei che hanno vietato questi prodotti. Ma alcune potenti industrie chimiche stanno facendo pressioni enormi per continuare a vendere questo veleno. L'opportunità che abbiamo per salvare le api ora è dispingere gli Stati Uniti e l'Unione europea a unirsi nella messa al bando di quei prodotti: la loro azione è cruciale perché avrebbe un effetto a catena nel resto del mondo. 

Le api sono essenziali per la vita sulla Terra: ogni anno impollinano piante e coltivazioni per un valore stimato in 40 miliardi di dollari, oltre un terzo delle scorte alimentari in molti paesi. Senza un'azione immediata per salvare le api potremmo rimanere senza frutta, verdura, noci, oli e cotone

Negli ultimi anni la popolazione delle api ha registrato un notevole declino globale: alcune specie di api sono ora estinte e altre arrivano solo al 4% del loro numero precedente. Gli scienziati
si stanno arrovellando per trovare le risposte. Alcuni studi ritengono che il declino sia dovuto alla combinazione di alcuni fattori, incluse malattie, la perdita dell'habitat naturale e prodotti chimici tossici. Ma una nuova ricerca indipendente di primo piano ha prodotto dati incontrovertibili che danno la colpa ai pesticidi neonicotinoidi. Francia, Italia, Slovenia e Germania, paesi in cui è basato il suo più grande produttore Bayer, hanno vietato uno di questi killer delle api. Ma Bayer continua a esportare il suo veleno in tutto il mondo. 

La questione sta per raggiungere il punto di ebollizione, visto che importanti nuovi studi confermano la portata del problema. Se riusciremo a convincere i decisori europei e statunitensi ad agire, altri li seguiranno. Non sarà facile. Un documento trapelato dimostra che l'Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente era a conoscenza dei pericoli del pesticida, ma che li ha ignorati. Il documento dice che il prodotto "altamente tossico" della Bayer comporta "un grave rischio per insetti fuori bersaglio [api da miele]". 

Dobbiamo far sentire le nostre voci per contrastare la forte influenza esercitata da Bayer sui decisori pubblici e sugli scienziati, sia negli Stati Uniti che nell'Unione europea, dove finanzia gli studi e siede negli organi decisionali. I veri esperti - gli apicoltori e gli agricoltori - vogliono il divieto di questi pesticidi finché e qualora non avremo studi dimostrati e indipendenti che dimostrano che siamo al sicuro. Aiutiamoli ora. 


Firma la petizione sotto, poi inoltra questa e-mail: 

https://secure.avaaz.org/it/save_the_bees/?vl 

Non possiamo più permetterci di lasciare la nostra delicata catena alimentare nelle mani della ricerca diretta dall'industria chimica e dai regolatori che sono sul loro libro paga. Con il divieto di questi pesticidi saremo più vicini a un mondo sicuro per noi stessi e e per le altre specie di cui abbiamo cura e che dipendono da noi. 

PIU' INFORMAZIONI 

Strage di api, pesticidi sotto accusa 
http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_26/miele_calo_produzione_moria_api_bca2575c-5b26-11dd-95e7-00144f02aabc.shtml 

Wikileaks: conferma del sordido intreccio che protegge la Bayer 
http://www.mieliditalia.it/index.php/il-declino-delle-api/pesticidi-e-insetti-utili/80002-wikileaks-conferma-del-sordido-intreccio-che-protegge-la-bayer- 

Moria di api: colpa dei pesticidi, fuorvianti le altre ipotesi 
http://www.apicolturaonline.it/ilvelino8507.html 

Legambiente e apicoltori: "Stop ai pesticidi killer delle api e dell'ambiente" 
http://www.newsfood.com/q/a1c626d9/legambiente-e-apicoltori-stop-ai-pesticidi-killer-delle-api-e-dellambiente/ 

Lo stop ai pesticidi ha fatto bene. Boom di miele italiano nel 2009 
http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=14000 

Il declino delle api imputabile a un cocktail chimico che interferisce con il cervello (in inglese) 
http://www.guardian.co.uk/environment/2010/jun/22/chemicals-bees-decline-major-study?INTCMP=SRCH 

 
TRASFERIMENTO DI DENARO:

C’È CHI CI VUOLE GUADAGNARE DAVVERO TROPPO.


Durante le feste Josh, uno studente keniano attualmente in Olanda, ha raggranellato i suoi risparmi di un anno di lavoro e li ha inviati a casa per aiutare 10 suoi familiari in difficoltà. E' da non crederci, ma la mega compagnia di trasferimenti di denaro Western Union si è presa il 20% dei soldi destinati alla famiglia di Josh come commissione.

La storia di Josh si ripete con sofferenza ogni giorno in tutto il mondo un numero di volte stupefacente: lo scorso anno ben 44,3 miliardi di dollari sono stati risucchiati dai costi di transazione! La Banca mondiale raccomanda che i costi di transazione non superino il 5% del totale, ma non ci sono mai state pressanti richieste pubbliche che chiedessero a Western Union di abbassare le sue onerose commissioni.

Se ci uniamo in un grido globale ora, possiamo svergognare queste pratiche predatorie e costringerli a cambiare registro. Appelliamoci a Western Union per abbassare le sue tariffe per i paesi più poveri al 5%, e quando la petizione raggiungerà le 250.000 firme la consegneremo ai componenti del consiglio di amministrazione della compagnia. Firma ora e inoltra questa comunicazione ai tuoi amici e alla tua famiglia:

https://secure.avaaz.org/it/make_giving_powerful/?vl

I contributi dai lavoratori alle famiglie in tutto il mondo superano di gran lunga gli aiuti dei governi stranieri al terzo mondo e costituiscono un'ancora di salvataggio per le economie più povere. Tagliare gli osceni profitti delle compagnie come Western Union aumenterebbe esponenzialmente gli aiuti destinati ai paesi in via di sviluppo. E invece le famiglie in tutto il mondo hanno ricevuto meno di quello che spettava loro, per permettere al direttore generale di Western Union di portarsi a casa 8,1 milioni di dollari nel 2009.

La Banca mondiale raccomanda che le compagnie di trasferimenti di denaro limitino le commissioni al 5% della somma trasferita, ma alcune banche e compagnie hanno costi nascosti di portata astronomica. Paradossalmente sono proprio i paesi più bisognosi, appena usciti da un periodo di guerra o di distruzione, a portare il peso delle perdite più grosse sulle spalle, a causa dei privilegi monopolistici e degli accordi esclusivi che queste compagnie hanno con le banche locali.

Anziché sostenere la vita dei famigliari a casa, i risparmi di donne e uomini che lavorano in ospedali, cantieri e ristoranti finiscono per rimpinguare i profitti di Western Union. La compagnia finanzia progetti di beneficenza per migliorare la sua immagine come azienda, ma questi sono nulla in confronto all'enorme disparità perpetrata dal loro modello economico. Alziamo le nostre voci per chiedere costi di transazione ragionevoli, e aiutiamo ad apportare benefici immediati alle famiglie in tutto il mondo. Insieme possiamo garantire che siano le famiglie bisognose, anziché i direttori generali, a beneficiarne:

https://secure.avaaz.org/it/make_giving_powerful/?vl

Quando i cittadini in tutto il mondo si uniscono contro le ingiustizie, possono respingere la cupidigia incontrollata e l'ineguaglianza come mai prima d'ora. Incoraggiati dal calore e dall'empatia delle feste, facciamo sì che i regali arrivino alle persone più bisognose.

Con speranza e gratitudine,

Luis, Stephanie, Graziela, David, Paula, Ben, e il resto del team di Avaaz

FONTI:

Lo stipendio del direttore generale di Western Union triplicato nel 2009, Associated Press (in inglese):
http://abcnews.go.com/Business/wireStory?id=10241684

Il tempo è passato per la giustizia nei pagamenti, ACORN International (in inglese):
https://secure.avaaz.org/remittance_justice_report

Quanto costa mandare i soldi a casa?, Banca mondiale:
http://remittanceprices-italiano.worldbank.org/

 


IL PAESE DELLA STEVIA

di Josep Pàmies (agricoltore catalano)


“Questo è il lavoro che dobbiamo fare: far pressione dal basso, organizzarci come società che non fa uso di medicine artificiali e chimiche, esigere che la sanità pubblica riconosca le alternative naturali per la cura delle malattie” (Josep Pàmies)

La Stevia è una pianta originaria del Paraguay, scoperta oltre un secolo fa dal naturalista Moisés Bertoni, e di uso millenario da parte dei Guaraníes, abitanti indigeni del Paraguay. La pianta, al suo stato naturale, è 20 volte più dolce dello zucchero e 300 volte più dolce della saccarina, senza alcuna caloria e senza quelle controindicazioni che invece hanno sia la saccarina che l’aspartame: si capisce dunque come mai ultimamente l’interesse nei confronti di questo dolcificante naturale sia cresciuto sempre di più.


Le qualità della Stevia sono molteplici: regola lo zucchero nel sangue nelle persone affette da diabete senza provocare ipoglicemia; regola l'ipertensione e la cattiva circolazione; è diuretica; riduce l’appetito nelle persone obese; evita la carie e la stitichezza. La foglia può essere consumata fresca come verdura in insalata  o essiccata per fare infusi

Sembra impossibile che una sola pianta possa contenere così tante proprietà.

Credo che sia per questo motivo che oggi in Europa è una pianta illegale: intralcia troppi interessi economici.

Ciononostante, noi la possiamo piantare sul balcone, in giardino o nell’orto di casa.

Il mio primo incontro con la Stevia avvenne casualmente nel 2000, mentre cercavo su Internet informazioni sulla Monsanto (multinazionale farmaceutica americana che controlla il 90% delle sementi transgeniche a livello planetario).

Venni a sapere della lotta di un’associazione di genitori di bambini diabetici morti, che lottavano contro questa multinazionale e la accusavano di aver causato il decesso dei loro figli, in quanto conseguenza dell’ingestione di prodotti edulcorati con aspartame, pubblicizzato come un edulcorante indicato per i diabetici.


Mentre erano in causa contro la multinazionale Monsanto e le autorità sanitarie per ottenere il
bando di questo edulcorante transgenico e tossico, difendevano anche la legalizzazione della Stevia. In moltissimi paesi, in Giappone per esempio, è proibito l’aspartame ed è autorizzato l'uso di edulcoranti a base di Stevia, perché non solo non ha le controindicazioni dell’aspartame, ma, anzi, ha proprietà antidiabetiche e regolatrici dell’ipertensione.

La multinazionale Monsanto, oltre a criminalizzare la Stevia per evitare la concorrenza all’aspartame, produceva e produce semi transgenici, con i quali contamina tutte le altre varietà di piante dolcificanti di libero uso del mondo.


Avere queste informazioni e starmene zitto mi faceva sentire molto a disagio, per cui decisi di mettermi a coltivare Stevia con mio fratello; ma come fare, visto che attualmente ne è proibita la commercializzazione in Europa?

E mi chiedevo: perché il tabacco che uccide è legale, e perché l’aspartame, benché sia cancerogeno, è legale, mentre la Stevia, che è addirittura curativa, deve essere illegale?


"Dulce Revolución de las Plantas Medicinales" è il nome dell'associazione di cui faccio parte: creandola, abbiamo potuto passare da una lotta individuale a una lotta collettiva. L'obiettivo che ci proponiamo è di far conoscere gratuitamente le proprietà delle piante medicinali, divulgare i sistemi di coltivazione che consentono di evitare la contaminazione transgenica, e condividere le esperienze di cura o di miglioramento di svariati problemi di salute che la grande industria farmaceutica non vuole risolvere.

Grazie alla Dulce Revolución, tutto il territorio spagnolo è costellato da gruppi di volontari che collaborano alla diffusione della Stevia e di altre piante medicinali straordinarie.


Credo che questa crescente presa di coscienza da parte della società consentirà di fare grandi progressi nell’equilibrio fra la medicina allopatica attuale e la medicina naturale.

La salute e la qualità della vita sono raggiungibili solo con l’adozione di un nuovo modello sanitario, che contempli l’equilibrio fra tutte le fonti di conoscenza.


(L’articolo completo è su: http://joseppamies.wordpress.com/)

 


“THE YESMEN FIX THE WORLD”


The Yes Men riparano il mondo” è la storia vera di due attivisti politici che, passandosi per dirigenti di gigantesche società per azioni, trovano il modo di partecipare a conferenze, dibattiti pubblici, apparendo sui principali media. Parlano in nome di colossi dell’economia, ammettono gli errori e gli orrori che la loro azienda sta perpetrando contro l’umanità e l’ambiente, chiedono scusa ed espongono una nuova linea d’azione etica e sostenibile. Immaginate la reazione dei media e dei vari consigli d’amministrazione!


Da New Orleans all'India fino a New York City, armati di attrezzatura acquistata a poco più che a buon mercato, gli Yes Men producono una rauca commedia di tutti i modi in cui l'avidità aziendale sta distruggendo il pianeta. E’ quindi con grande piacere che vi invitiamo a guardare le 8 parti di questo filmato, con sottotitoli in italiano;  




 

LEGGE BAVAGLIO.


La situazione si fà seria: oltre 100.000 di noi hanno inviato messaggi per fermare il bavaglio a internet e ora ci rimangono solo 5 giorni per agire. Firma sotto e inoltra questa e-mail a tutti!

Fra pochi giorni l'Autorità per le comunicazioni potrebbe votare un provvedimento che metterebbe il bavaglio alla rete, arrivando perfino a chiudere siti internet stranieri in modo arbitrario e senza controllo giudiziario. Inondiamo i membri dell'Autorità di messaggi per difendere la nostra libertà d'informazione su internet!


Il nostro governo ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all'informazione, e fra qualche giorno un organo amministrativo sconosciuto ai più potrebbe ricevere poteri enormi per censurare internet.

L’Autorità per le comunicazioni, un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe perfino portare alla chiusura di qualunque sito internet straniero - da Wikileaks a Youtube ad Avaaz! - in modo arbitrario e senza alcun controllo giudiziario. Gli esperti hanno già denunciato l’incostituzionalità della regolamentazione, ma soltanto una valanga di proteste dell’opinione pubblica può fermare questo nuovo assalto alle nostre libertà democratiche.

Non c'è tempo da perdere. La prossima settimana l'Autorità voterà la delibera, e se insieme costruiremo un appello pubblico enorme contro la censura su internet potremo fare la differenza. Inondiamo i membri dell'Autorità di messaggi per chiedere di respingere la regolamentazione e preservare così il nostro diritto ad accedere all’informazione su internet. Agisci ora e inoltra l'appello a tutti!

http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?vl

Negli anni Berlusconi ha cercato più volte di controllare l’informazione su internet, ma finora i suoi tentativi sono sempre falliti. Ora, lontano dai riflettori, il governo ha la possibilità concreta di espandere i suoi tentacoli sulla rete, a meno che i cittadini non alzeranno la voce per fermarlo.

La nuova regolamentazione permetterebbe all'Autorità per le Comunicazioni di rimuovere contenuti sospetti di violazione del copyright da siti internet italiani senza alcun controllo giudiziario. Ancora peggio, la pubblicazione di una canzone o di un testo sospetto potrebbero perfino portare alla chiusura di interi siti internet stranieri, inclusi siti d’informazione, portali di software libero, piattaforme video come YouTube o d’interesse pubblico come WikiLeaks.

Se approvata, la nuova regolamentazione garantirebbe di fatto poteri legislativi e giudiziari a un organo amministrativo le cui funzioni dovrebbero essere esclusivamente consultive e di controllo, aprendo così la strada a un processo decisionale arbitrario e incontrollato. L'Autorità, nella speranza di passare inosservata, sta velocizzando al massimo la decisione, che è prevista per la prossima settimana.

Ma insieme possiamo costruire un enorme grido pubblico e convincere i membri chiave dell'Autorità che sono ancora indecisi a opporsi alla regolamentazione e rimandare così la questione all'unico organo che ha i poteri costituzionali per legiferare sulla materia: il Parlamento. Manda un messaggio ora e inoltra l'appello il più possibile:

http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?vl

I governi sono sempre più impauriti da internet, che è diventato uno strumento per aprire il dibattito pubblico e per la mobilitazione dei cittadini, e stanno cercando così di imporre regole più strette di censura. Ma i cittadini stanno rispondendo, come in Gran Bretagna, dove l'opposizione dell'opinione pubblica ha costretto il governo a ritirare la legislazione sul copyright che voleva mettere un bavaglio alla rete. In Italia lo scorso anno siamo riusciti a fermare la "legge bavaglio" liberticida. Vinciamo di nuovo!

Con determinazione,

Giulia, Luis, Ben, Ricken, Pascal, Benjamin e tutto il resto del team di Avaaz

FONTI


Campagna di Agorà Digitale, Altroconsumo e altre associazioni contro la delibera AGCOM sulla rimozione automatica dei contenuti su internet:
http://sitononraggiungibile.e-policy.it/

6 luglio, muore il web italiano:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/6-luglio-muore-il-web-italiano/2154694

Agcom, si sveglia l'opposizione politica: "Modifica diritto d'autore spetta al Parlamento":
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1219&ID_sezione=&sezione=

Internet: Fini su delibera Agcom, no ai paletti, si tuteli la libertà:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Internet-Fini-su-delibera-Agcom-no-ai-paletti-si-tuteli-la-liberta_312189942267.html

D’Angelo (Agcom): “La libertà non è un procedimento amministrativo”:
http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2010/12/15/dangelo-agcom-il-decreto-romani-un-errore-aver-paura-della-liberta/

Delibera n. 668/10/CONS dell'Agcom, Lineamenti di provvedimento concernente l'esercizio delle competenze dell'Autorità nell'attività di tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica:
http://www.agcom.it/Default.aspx?DocID=5415

Il governo britannico pronto a rivedere i suoi piani per bloccare i siti che violano il copyright (in inglese):
http://www.computerweekly.com/Articles/2011/02/02/245187/Government-to-review-plans-to-block-copyright-infringing.htm

Cala la produzione di petrolio? Riecco il carbone!

 

L'era del petrolio sta per crollare, ma il futuro delle rinnovabili deve giocarsela col ritorno del carbone. Dal 2005, anno di entrata in vigore del protocollo di Kyoto, a oggi, le principali 93 banche del mondo ci hanno investito oltre 232 miliardi di euro

 

Tutti pazzi per il carbone. Anche il presidente Obama, ecologista a parole, ha avviato un piano di ripristino del carbone, reclamato col paravento di carbone pulito. Ma come ben sappiamo il carbone pulito non esiste, potrà essere aumentata l'efficienza, ci mancherebbe, ma questa fonte, particolarmente appetitosa per chi conosce il picco del petrolio, è la più impattante. Ma business is business. Dal 2005, anno di entrata in vigore del protocollo di Kyoto, a oggi, le principali 93 banche del mondo hanno investito in progetti su centrali a carbone piu' di 232 miliardi di euro, nonostante molte abbiano annunciato impegni sull'ambiente. Il calcolo e' stato fatto da alcune Ong, tra cui Banktrack e il gruppo tedesco Urgewald, che hanno anche stilato la classifica degli istituti di credito definiti nel titolo del rapporto 'Killer del clima'.

 

Il carbone e' la fonte energetica che contribuisce di piu' alla produzione di CO2, con il 41% delle emissioni mondiali. La 'top 20' delle banche finanziatrici del settore, calcolata esaminando i bilanci delle principali aziende per l'estrazione e la produzione, oltre che di quelle energetiche, vede al primo posto JPMorgan Chase, seguita da Citi e Bank of America. Tra le italiane spiccano Unicredit, al posto numero 15, Intesa San Paolo al 23 e Mediobanca al 36.

 

''Nonostante i cambiamenti climatici stiano gia' avvenenendo, con impatti soprattutto sui paesi piu' poveri - sottolinea Heffa Schucking di Urgewald - ci sono moltissimi piani per costruire nuove centrali a carbone''.

 

Fonte: Ansa  Data: 05.12.2011

Cari lettori, 


vorremmo concludere l'anno con una sfilza di buone notizie, proprio quando, a guardare il TG, pare non ve ne siano. 

Eccole qui, allora: provengono dagli amici di Avaaz, un'organizzazione no-profit e indipendente con 10 milioni di membri da tutto il mondo, che lavora perché le opinioni e i valori dei cittadini di ogni parte del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali (Avaaz significa "voce" in molte lingue). I membri di Avaaz vivono in ogni nazione del mondo; il team che ci invita a sostenere le campagne di Avaaz (invito a cui aderiamo spesso e volentieri) è sparso in 13 paesi distribuiti in 4 continenti e opera in 14 lingue. 


Questa volta ci ha inviato questo straordinario "consuntivo",  che ci fa capire che siamo forti perché siamo tanti, e che la nostra debolezza semmai sta nel crederci pochi. 


Con i migliori auguri della nostra redazione!




Avaaz sta per esplodere: 10,5 milioni di persone e un ritmo di crescita spaventoso. Ma stiamo anche affinando il nostro attivismo, e la combinazione di grandi numeri e campagne mirate ci sta portando a vincere sempre di più! Guarda sotto per vedere alcuni esempi incredibili delle ultime settimane.


Non ci limitiamo a consegnare le nostre petizioni in maniera efficace, ma gestiamo anche case rifugio e vie sicure per proteggere il movimento pro-democrazia, sfidiamo multinazionali per vie legali o con appelli ai loro azionisti, doniamo milioni per dotare gli attivisti delle tecnologie più avanzate, e consegniamo con forza le voci della nostra comunità direttamente e in persona a presidenti, miliardari, ambasciatori e ministri.


Funziona: guarda sotto per vederlo con i tuoi occhi. Soltanto nelle ultime settimane abbiamo aiutato a vincere campagne che vanno dal divieto delle bombe a grappolo alle sanzioni alla Siria fino al salvataggio di internet e al Trattato ONU sul clima:


IN PRIMA LINEA PER LA PRIMAVERA ARABA


Wissam Tarif, un amichevole attivista di Avaaz, definito dal regime sanguinario sirano "l'uomo più pericoloso al mondo".

Avaaz è nel cuore delle battaglie per la democrazia nel mondo arabo. Grazie alle piccole donazioni dei nostri membri, che insieme hanno totalizzato l'ammontare di 1,5 milione di dollari, abbiamo abbattuto la censura che i dittatori volevano imporre con la cacciata della stampa internazionale: abbiamo formato una milizia di cittadini reporter e li abbiamo armati di modem satellitari ad alta tecnologia, telefoni e connessione internet. BBC, CNN e Al Jazeera ci hanno informato che nel caso della Siria Avaaz è stata la fonte del 20-30% totale delle notizie!


La nostra rete è riuscita laddove altre organizzazioni hanno fallito, facendo entrare clandestinamente in Siria oltre un milione di dollari di beni di prima necessità in soccorso alle comunità sotto brutale assedio. Abbiamo inoltre aiutato gli attivisti a rischio tortura o morte a scappare insieme alle loro famiglie. I nostri rifugi segreti hanno ospitato e dato protezione a decine di attivisti in fuga dagli aguzzini del regime, offrendo loro una base protetta dalla quale operare. Il regime criminale di Assad ha preso nota: la tv di stato siriana ha definito uno degli attivisti del team di Avaaz come “uno degli uomini più pericolosi al mondo” per il regime.


Al sostegno in prima linea ai movimenti pro-democrazia abbiamo aggiunto la pressione globale sui governi per schiacciare i regimi sanguinari: milioni di Avaaziani hanno partecipato alla campagna per chiedere all’Europa e alla Lega Araba d’imporre le sanzioni al petrolio siriano e abbiamo vinto.


IL POTERE DEI CITTADINI CONTRO LA MAFIA DI MURDOCH


Un membro di Avaaz indossa la nostra testa gigante di Murdoch durante una protesta fuori dal Parlamento britannico. Da Londra a Los Angeles, il Murdoch gigante è apparso in tutte le proteste in giro per il mondo.

Abbiamo sfidato il più potente e pericoloso magnate dei media, Rupert Murdoch, e abbiamo vinto.


Doveva essere l’affare più ghiotto di tutta la carriera di Murdoch, perché avrebbe fatto crescere il suo impero mediatico del 50% attraverso l’acquisizione di un’enorme compagnia basata nel Regno Unito, la BSkyB. Per tutti, ormai, era cosa fatta, ma i membri di Avaaz non hanno perso le speranze e hanno inviato 668.784 email e fatto 30.000 telefonate ai parlamentari, organizzato una dimostrazione dietro l’altra e ben 2 sondaggi che dimostravano l'ostilità dell’opinione pubblica all'operazione.


Avaaz è stata l’unica organizzazione a promettere che avrebbe contrastato il governo per vie legali se avesse dato il via libera all’affare di Murdoch. Il Ministro responsabile era talmente sulle spine che ha ripetutamente posticipato l’approvazione dell’accordo per mesi, pubblicamente incolpando Avaaz. Il ritardo ci ha dato la possibilità di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’enorme corruzione che macchia l’impero di Murdoch finché finalmente l’accordo è saltato per aria.


Ma non ci siamo adagiati: dobbiamo annientare per sempre il pericolo di Murdoch e riformare profondamente il sistema corrotto dei media. Gli Avaaziani hanno usato recentemente il nostro nuovo strumento per chiamare gli azionisti delle compagnie principali di Murdoch - NewsCorp e BSkyB - creando la più grande ribellione degli azionisti nella storia di quelle compagnie!


E in Australia, dove il magnate controlla il 70% della carta stampata, abbiamo aiutato a sconfiggere il tentativo di Murdoch di strappare un contratto da 223 milioni di dollari alla tv pubblica e spinto il governo ad avviare un’inchiesta su Murdoch e in favore della riforma dei media.


L'APPELLO MONDIALE PER SALVARE L'AMAZZONIA


I leader della marcia hanno chiuso i loro comizi puntando il dito sui cartelloni di Avaaz e dicendo: “Ci sostengono da tutto il mondo!”.

Mezzo milione di noi si è unito agli oltre 1000 indigeni che manifestavano per chiedere al Presidente della Bolivia Evo Morales di fermare la costruzione di un’autostrada che avrebbe tagliato in due il cuore dell’Amazzonia.


Lo staff di Avaaz ha consegnato la nostra petizione ai principali ministri boliviani durante un incontro lungo e tempestoso. La nostra solidarietà diffusa ha rafforzato la legittimità dei manifestanti indigeni che Morales aveva provato a sminuire, e ha messo in discussione la sua tanto ricercata reputazione di ambientalista convinto.


La pressione ha funzionato! Dopo la nostra campagna Morales ha cancellato la costruzione, rigettato la decisione che dava il via libera al progetto e promesso di proteggere il parco nazionale del TIPNIS e tutto il territorio degli indigeni, il gioiello della corona dell’Amazzonia boliviana, per sempre! Terremo gli occhi puntati su di lui per fargli mantenere la promessa.


VITTORIA CONTRO LE BOMBE A GRAPPOLO!


La nostra mega petizione è stata consegnata da un sopravvissuto delle bombe a grappolo al Presidente francese della conferenza.

Tre anni fa Avaaz si è mobilitata in favore del divieto mondiale delle bombe a grappolo, un accordo che ha salvato la vita di migliaia di bambini. Quest’anno gli Stati Uniti hanno fatto pressione sottobanco sui governi affinché firmassero una legge che ne avrebbe permesso nuovamente il loro utilizzo! La nostra petizione da 600.000 firme ha aiutato a far pressione su 50 stati affinché si opponessero al losco piano degli Stati Uniti.


Diversi delegati hanno usato la nostra petizione per rafforzare la loro opposizione nei negoziati. Il nostro cartellone piazzato proprio fuori la stanza della conferenza, insieme ai 1000 volantini distribuiti dal team di Avaaz nella zona congressuale, hanno ricordato ai negoziatori l’opposizione che li avrebbe accolti una volta tornati a casa. L’iniziativa degli Stati Uniti ha fallito, e insieme abbiamo aiutato a salvare le vite di migliaia di civili innocenti.


CAMBIAMENTO CLIMATICO: MANTENENDO VIVA LA SPERANZA


Oltre 800.000 membri di Avaaz si sono battuti per salvare il Protocollo di Kyoto al vertice sul clima in Sud Africa.

Oltre 800.000 di noi hanno aiutato a salvare il Trattato ONU sul clima messo in pericolo durante i negoziati a Durban da un manipolo d'inquinatori decisi a neutralizzarlo per sempre. Il nostro team in loco in Sud Africa ha consegnato il nostro messaggio ogni giorno attraverso azioni d'impatto, come questa pubblicità pubblicata sul Financial Times negli ultimi giorni prima della decisione finale. Nonostante una pressione enorme da parte di Stati Uniti e Canada - appoggiati dall'industria petrolifera - è stato chiuso un accordo per salvare il Protocollo di Kyoto e per continuare a darci la possibilità di combattere mantenendo aperti i negoziati sul clima.


La responsabile europea sul clima Connie Hedegaard ha detto: “Grazie agli oltre 800.000 cittadini da tutto il mondo: le vostre voci hanno avuto un impatto cruciale alla fine dei negoziati”.


SALVIAMO INTERNET: PROGRESSI ENORMI!


L’attivista di Avaaz Maria Paz Cambronero consegna la nostra petizione a funzionari di livello della Casa Bianca.

In pochi giorni oltre 1 milione di noi da tutto il mondo ha firmato una petizione contro la proposta di legge vergognosa che darebbe al governo americano il potere di chiudere qualunque sito internet, inclusi WikiLeaks, YouTube e perfino Avaaz!


Il team del Presidente Obama ci ha risposto, e Avaaz ha organizzato un incontro di un’ora con funzionari di alto livello della Casa Bianca per consegnare la petizione.


Siamo stati informati in forma privata che Obama dovrebbe opporsi alla legge così com’è. Quando abbiamo dato vita a questa campagna i bene informati ci dicevano che la legge non poteva essere fermata, e ora sembra che la legge nella sua forma attuale potrebbe essere accantonata. Questa è la dimostrazione di quanto possano influire insieme i cittadini!


COMBATTENDO LA CORRUZIONE IN INDIA


I membri di Avaaz in un'iniziativa contro la corruzione in India.

La nostra campagna contro la corruzione in India è stata la campagna più virale nella storia di internet! In sole 36 ore oltre 700.000 indiani hanno partecipato alla petizione in favore di una legge forte contro la corruzione dei funzionari pubblici, chiamata “Jan Lokpal”. Abbiamo organizzato marce per il paese, tappezzato la capitale di cartelloni pubblicitari e lanciato un sondaggio indipendente che dimostra che la maggioranza degli elettori indiani è favorevole all’ambiziosa Lokpal.


Abbiamo contribuito a portare a casa la prima vittoria: una legge sarà ora discussa in Parlamento! Il Times of India ha definito Avaaz “un giocatore chiave nell’iniziativa per Jan Lokpal”.


ITALIA: UNA VITTORIA PER LA LIBERTA' DI ESPRESSIONE


Alcuni membri di Avaaz e l’attivista Giulia Innocenzi protestano contro limiti draconiani alla libertà di espressione.

Durante gli ultimi mesi in carica l’ex Premier Silvio Berlusconi ha provato a imbavagliare la democrazia dando al governo il potere di chiudere siti internet senza il vaglio di un giudice. La nostra comunità si è battuta contro la censura e abbiamo vinto!


Gli Avaaziani in Italia hanno inviato oltre 200.000 email e inondato Facebook e Twitter. Abbiamo organizzato manifestazioni di cui i media hanno abbondantemente parlato e chiuso il provvedimento in un cassetto! Ora la democrazia italiana si è liberata di Berlusconi, e noi continuiamo ad andare alla grande.


Queste sono solo alcune delle vittorie che abbiamo conquistato insieme nelle ultime settimane. Da quando siamo partiti 5 anni fa, Avaaz ha portato avanti oltre 1000 campagne! E la nostra comunità è cresciuta e ha rafforzato il suo impegno, continuando a vincere ogni giorno di più. Se continuiamo così e non smettiamo di sperare e credere nel cambiamento e l’uno nell’altro, niente sarà impossibile.

Alzi la mano chi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261):


 «Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l'ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all'indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e delle Commissioni».


E' solo un piccolo passo, visto che TUTTA QUESTA LEGGE meriterebbe una bella spolveratina, ma è pur sempre un passo nella direzione di un uso migliore dei soldi di tutti.


La raccolta firme si concluderà il 30 luglio 2012

(termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012).


Cosa occorre fare? Nulla di più semplice: recarsi presso il proprio Comune ed andare a firmare. 

Ci vogliono 500.000 firme altrimenti avremo perso l'ennesima buona occasione per riequilibrare uno squilibrio. Ma attenzione, la notizia è poco nota e quindi occorre DIFFONDERLA!!!!


Come mai a questa notizia non si è dato rilievo sui giornali?

Provate a chiedervi da chi sono finanziati….  

Cari lettori, 

riceviamo e condividiamo volentieri con voi questa campagna:


 Fra pochi giorni alcuni governi potrebbero chiudere un accordo per la creazione della più grande riserva marina al mondo nell'Oceano Antartico, salvando l'habitat di balene, pinguini e migliaia di altre specie polari da flotte di pescherecci industriali. Ma non agiranno a meno che noi non ci faremo sentire ora.


Gran parte dei paesi sostengono l'istituzione della riserva ma Russia, Corea del Sud e altri minacciano di votare contro per continuare a saccheggiare questi mari, dopo che in molti li hanno sfruttati per la pesca intensiva fino a trasformarli in mari morti. La prossima settimana un piccolo gruppo di negoziatori si chiuderà in un incontro a porte chiuse per prendere una decisione. Una mobilitazione dal basso da record potrebbe far uscire allo scoperto le trattative, isolare i tentativi di bloccare la riserva e mettere al sicuro un accordo per proteggere gli oltre 6 milioni di chilometri quadrati di prezioso Oceano Antartico.


Le balene e i pinguini non possono difendersi da soli: tocca a noi entrare in azione. Facciamo cambiare idea ai negoziatori grazie a un'enorme pressione pubblica: Avaaz circonderà l'incontro con manifesti durissimi, e insieme consegneremo il nostro messaggio ai delegati anche per mezzo di un passaparola battente sui social network. Firma questa petizione urgente e condividila con tutti quelli che conosci:


http://www.avaaz.org/it/save_the_southern_ocean_5/?bxvIlbb&v=18888


Più di 10.000 specie hanno la loro casa nelle acque remote dell'Antartico, incluse le balene blu, le foche leopardo, i pinguini imperatori, e molte altre che non si trovano altrove sulla Terra. Il cambiamento climatico ha già fatto pagare un costo salato a questo fragile habitat, che ora è sottoposto alla minaccia altrettanto grave delle lunghe reti delle flotte di pesca intensiva gettate in queste acque. Solo una riserva marina alimenterà la loro speranza di sopravvivere


L'ente che regola l'Antartico è formato da 25 membri e si è già impegnato a creare queste aree marine protette. Ci sono due piani attualmente oggetto di trattativa: uno per proteggere parte del fragile Mare di Ross e uno per l'Antartico dell'est, ma entrambi rischiano di essere svuotati o nuovamente rimandati. Incredibilmente, i colloqui sono stati fuori dal radar dei media e paesi come Russia e Corea del Sud sperano che la loro opposizione non venga notata. Se invece riusciremo a portare alla luce del sole queste trattative potremmo costringerli a fare marcia indietro, e allo stesso tempo incoraggiare i paladini di questa riserva come gli Usa e l'Ue a insistere per aumentare ancora le tutele.


Il futuro dell'Oceano del Sud è nelle nostre mani. Lanciamo un'enorme pressione globale e facciamo in modo che i governi non mettano i profitti prima del nostro pianeta. Firma e condividi questa petizione con tutti quelli che conosci:


http://www.avaaz.org/it/save_the_southern_ocean_5/?bxvIlbb&v=18888


La comunità di Avaaz si è unita molte volte per proteggere i nostri oceani. Abbiamo già contribuito a ottenere due delle più grandi riserve marine del mondo. Ma le minacce ai nostri oceani continuano e stanno spingendo, una dopo l'altra, molte specie sull'orlo del precipizio. Unisciti a me per salvare l'Oceano Antartico prima che sia troppo tardi.


Con speranza,


 il team di Avaaz



ULTERIORI INFORMAZIONI


Mare di Ross, Salvare il salvabile (National Geographic):

http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2012/09/21/news/salvare_il_salvabile-1224698/


Scontro sull'ultimo oceano incontaminato: "I neozelandesi non vogliono salvarlo" (La Repubblica):

http://www.repubblica.it/ambiente/2012/09/16/news/antartide_l_ultimo_oceano_incontaminato_la_nuova_zelanda_non_vuole_salvarlo-42544456/


Il futuro del Mare di Ross, l'ultimo oceano incontaminato si trova in Antartide (Milano Finanza):

http://video.milanofinanza.it/classmeteo/focus/Il-futuro-del-Mare-di-Ross-5356/


Nel Mare di Ross una riserva marina grande come l'Australia. Per salvare la vita dell'Antartide (Green Report):

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=14813

L'Unione degli Apicoltori Italiani ci chiede di sostenerli in questa veloce azione a favore dell'ambiente e soprattutto delle api: abbiamo solo 2 giorni per far desistere l'UE dall'approvare dei pesticidi che le ucciderebbero!


La Redazione di Amrita



In tutto il mondo le api stanno morendo, e per questo la catena alimentare e la biodiversità sono minacciate. Tra le cause di questa morìa vi sono i pesticidi tossici che indeboliscono il sistema immunitario delle api. Tra due giorni l’Europa potrà decidere se vietare i pesticidi responsabili della preoccupante mortalità dei preziosi insetti.

L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato un parere che condanna i pesticidi contenenti nicotinoidi mettendo in evidenza i rischi che comportano per la vita delle api.

Il 31 gennaio la Commissione europea deve deliberare sull’eventuale ritiro definitivo dei pesticidi contenenti nicotinoidi.

Abbiamo solo un paio di giorni per chiedere all'Unione europea di vietare questi pericolosi pesticidi. Aiutaci firmando la petizione.

Sotto la pressione dei produttori di pesticidi la Commissione europea potrebbe decidere di non seguire la raccomandazione dell’EFSA e non agire in maniera risoluta. Impediscilo.


Firma la petizione



FONTE: Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani via Change.org

Cari lettori,

riceviamo e vi inoltriamo, con preghiera di condivisione e diffusione, questa petizione a sostegno della tribù Kichwa, nella lotta per la salvaguardia della foresta Amazzonica e dei suoi abitanti.


Con i nostri più cari saluti,

La Redazione

 

 
La tribù Kichwa sull'isola di Sani in Ecuador ha chiesto il nostro aiuto per fermare il governo che ha deciso di trasformare la foresta in un'area di estrazione petrolifera. Un enorme scandalo nei media globali che spinga il Presidente Correa ad agire secondo i suoi principi ambientalisti potrebbe convincerlo a fare marcia indietro e a fermare la corsa del petrolio in Amazzonia. Firma ora la petizione:



Nel cuore dell'Ecuador una potente compagnia petrolifera vuole trasformare la foresta pluviale più incontaminata al mondo in una zona di estrazione petrolifera. La tribù Kichwa dell'Isola di Sani sta coraggiosamente resistendo e ha appena chiesto il nostro aiuto per salvare la loro casa.

La loro comunità ha firmato un impegno a non svendere mai questa terra in cui si aggirano i giaguari e un singolo ettaro raccoglie più biodiversità di tutto il Nord America! Ma il governo dell'Ecuador ha intenzione di svenderla cedendo 4 milioni di ettari di Amazzonia ai grandi del petrolio. Il Presidente Correa è ora in campagna elettorale e sta cercando di cavalcare la sua reputazione in materia di rispetto per l'ambiente e dei popoli indigeni. Se riusciremo a sollevare un polverone a livello globale, trasformando la salvaguardia dell'Amazzonia in tema elettorale, potremo fermare la corsa del petrolio.

Finora la comunità indigena ha resistito coraggiosamente ma gli uomini del petrolio potrebbero arrivare da un momento all'altro con i macchinari da trivellazione. La tribù Kichwa ha chiesto il nostro aiuto per salvare la loro Amazzonia. Firma ora la petizione e condividila con tutti: se firmeranno 1 milione di persone, monteremo un caso mediatico mondiale che costringerà Correa a fare marcia indietro:


http://www.avaaz.org/it/oil_in_the_amazon_global/?bxvIlbb&v=21342

Dopo che la Texaco e altre compagnie petrolifere hanno inquinato le acque dell'Ecuador e hanno devastato irreversibilmente preziosi ecosistemi, Correa ha spinto il suo paese a diventare la prima nazione al mondo a riconoscere i diritti della "Madre Terra" nella sua costituzione. Ha annunciato che l'Ecuador non è in vendita, e nel Parco Nazionale di Yasuni ha promosso un'iniziativa innovativa che prevede che altri governi diano un contributo monetario all'Ecuador per mantenere il petrolio nel sottosuolo e garantire così la sopravvivenza della foresta pluviale. Ma in questo momento il governo sta per cambiare completamente direzione svendendo il terreni del Parco.

È da non credersi perché la terra della tribù Kichwa è parzialmente nel Parco Nazionale di Yasuni. Ma è ancora più scioccante il piano generale di Correa: tra pochi giorni alcuni membri del governo cominceranno un tour mondiale per offrire a investitori stranieri il diritto di trivellare 4 milioni di ettari di foresta (una superficie più vasta dei Paesi Bassi!). L'Ecuador, come qualsiasi paese, potrebbe sostenere che ha il diritto di trarre profitto dalle sue risorse nazionali, ma in realtà la sua stessa costituzione impone il rispetto dei diritti degli indigeni e delle sue incredibili foreste, che tra l'altro valgono milioni di euro l'anno di turismo.

In questi giorni Correa è in campagna elettorale con il tentativo di essere rieletto. È il momento perfetto per costringerlo a onorare le sue promesse in materia di ambiente e garantire che la sua costituzione ecologista diventi realtà. Firma ora per unirti al popolo Kichwa e salvare la loro foresta:

http://www.avaaz.org/it/oil_in_the_amazon_global/?bxvIlbb&v=21342

La nostra comunità ha lottato per anni per proteggere l'Amazzonia in Brasile e in Bolivia, e ha vinto molte vittorie manifestando in solidarietà a tutte le comunità indigene. Ora è il turno dell'Ecuador: rispondiamo a questa richiesta urgente di aiuto e salviamo la loro foresta.

Con speranza e determinazione,

Alex, Pedro, Alice, Laura, Marie, Ricken, Taylor, Morgan e tutto il team di Avaaz

Ulteriori informazioni:

Moriremo difendendo la nostra foresta (Giornalettismo)
http://www.giornalettismo.com/archives/708109/moriremo-difendendo-la-nostra-foresta/

Ecuador, petrolio vs. ambiente (Panorama)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ecuador-petrolio-vs-ambiente/2172837

Petrolio in Ecuador: la lotta di un popolo guerriero in difesa della foresta (Virgilio Green)
http://gogreen.virgilio.it/news/ambiente-energia/petrolio-ecuador-lotta-popolo-guerriero-difesa-foresta_8851.html

Presidenziali in Ecuador: lo scenario politico ad un mese dalle elezioni (Peacelink)
http://www.peacelink.it/latina/a/37553.html

Avaaz.org è un'organizzazione no-profit e indipendente con 15 milioni di membri da tutto il mondo, che lavora perché le opinioni e i valori dei cittadini di ogni parte del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali (Avaaz significa "voce" in molte lingue). I membri di Avaaz vivono in ogni nazione del mondo; la squadra è distribuita in 19 paesi in 6 continenti diversi e opera in 14 lingue. Clicca qui per conoscere le campagne più importanti, oppure segui Avaaz su Facebook o Twitter.

Per contattare Avaaz scrivi utilizzando il modulo www.avaaz.org/it/contact, oppure telefona al 1-888-922-8229 (USA).

IN PRIMO PIANO

Noi sordi abbiamo una lingua senza voce. Ma la nostra lingua, la Lingua dei Segni italiana (LIS), non è riconosciuta ufficialmente nel nostro Paese. Eppure la LIS rende possibile la comunicazione tra sordi e l’integrazione tra sordi e udenti. Chiediamo quindi al Parlamento italiano di riconoscere ufficialmente la LIS come già avviene in 44 paesi del mondo (tra i quali Iran, U.S.A., Cina, Spagna, Francia).

Il mancato riconoscimento della LIS porta i sordi a dover affrontare diversi problemi, come non avere la possibilità di poter spiegare al pronto soccorso i nostri problemi di salute o dover trascorrere anni a scuola senza un'assistente che conosca la LIS.

Siamo un gruppo di ragazzi, tutti sotto i trenta anni. Due cose ci uniscono: siamo sordi e ci siamo incontrati grazie ad una radio. Radio Kaos ItaLis è nata da un’idea che potrebbe sembrare paradossale: creare un progetto radiofonico per promuovere l’integrazione tra sordi e udenti. E ci siamo riusciti, dimostrando a noi stessi che le barriere all’integrazione possono essere superate.

Abbiamo lanciato la petizione #iosegno la settimana scorsa e poche ore dopo il Presidente Pietro Grasso ci ha voluto incontrare in Senato. Durante l’incontro, avvenuto venerdì scorso, Grasso ha dichiarato che si impegnerà a facilitare l'iter legislativo per il riconoscimento della LIS. Ha poi letto l’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di LINGUA, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

Non ci saremo mai aspettati che in così poco tempo avremmo potuto ottenere il sostegno del Presidente del Senato. Questo ci inorgoglisce e ci dà la forza di andare avanti per continuare nella nostra battaglia per il riconoscimento della LIS. Ma non possiamo ancora cantare vittoria.


Per questo dobbiamo essere in tanti a firmare la petizione per chiedere a tutti i capigruppo della Camera dei Deputati e del Senato di impegnarsi affinchè la LIS venga finalmente riconosciuta come lingua ufficiale dal Parlamento italiano.

Chiediamo che finalmente venga riconosciuta la LIS in italia!

Cari lettori,

Gli anziani dei Masai della Tanzania hanno nuovamente bisogno del nostro sostegno nella lotta per la difesa degli abitanti della loro comunità, che rischiano di essere ingiustamente cacciati dalla loro terra, e per la salvaguardia della fauna che popola quel territorio. Vogliamo dunque segnalarvi la seguente iniziativa che Avaaz ha lanciato in loro aiuto.

La redazione di Amrita




Tra poche ore il Presidente della Tanzania Kikwete potrebbe iniziare a sgomberare decine di migliaia di noi Masai dalle nostre terre per permettere la caccia a leopardi e leoni. L'ultima volta Avaaz ha contribuito ad attirare l'attenzione globale e il Presidente ha dovuto abbandonare il piano. Una pressione da tutto il mondo può permetterci di fermarlo di nuovo. Clicca subito per aiutarci:


Siamo gli anziani dei Masai della Tanzania, una delle più antiche tribù dell'Africa. Il governo ha appena annunciato di voler cacciare migliaia delle nostre famiglie dalle nostre terre per permettere a ricchi turisti di usarle per la caccia a leoni e leopardi. Gli sgomberi inizieranno immediatamente.

L'anno scorso, quando per la prima volta è stato rivelato a tutto il mondo questo piano, quasi un milione di membri di Avaaz si è fatto sentire per aiutarci. La vostra attenzione e la bufera mediatica che si è scatenata hanno costretto il governo a fare marcia indietro, facendoci guadagnare mesi preziosi. Ma il Presidente ha aspettato che l'attenzione internazionale scemasse e ora ha fatto ripartire il piano per sottrarci la nostra terra. Abbiamo urgentemente bisogno del vostro aiuto.

Al Presidente Kikwete forse non interessa di noi, ma ha mostrato che risponde alla pressione globale: quella di tutti voi! Ma forse abbiamo solo poche ore. Vi chiediamo di stare al nostro fianco per proteggere la nostra terra, la nostra gente e gli animali più incredibili di questo nostro pianeta e di far sapere a tutti cosa sta accadendo prima che sia troppo tardi. Si tratta della nostra ultima speranza:

http://www.avaaz.org/it/save_the_maasai_sam/?bqsJhcb&v=23723

La nostra gente ha vissuto per secoli grazie ai frutti delle nostre terre in Tanzania e in Kenya. Le nostre comunità rispettano gli animali e proteggono e conservano questo delicato ecosistema. Ma da anni il governo cerca di trarne profitto dando la possibilità a ricchi principi e re del Medio Oriente di venire nella nostra terra a uccidere. Nel 2009, quando hanno cercato di sgomberare le nostre terre per fare spazio a queste battute di caccia, abbiamo resistito e centinaia di noi sono stati arrestati e picchiati. L'anno scorso, ricchi principi hanno addirittura sparato agli uccelli dagli elicotteri. Si tratta di uccisioni insensate e contro ogni principio della nostra cultura.

Ora il governo ha annunciato che sgombererà un'enorme parte della nostra terra per fare spazio a quello che sostiene sarà un corridoio di natura selvaggia anche se molti sospettano che sia solo un trucco per concederla a una azienda straniera di caccia e che cerca solo un modo per concedere ai ricchi turisti di sparare a questi incredibili animali. Il governo sostiene che questa nuova soluzione viene incontro alle nostre esigenze, ma in realtà avrà degli effetti disastrosi sullo stile di vita della nostra gente. In migliaia saremo sradicati dalle nostre vite, perdendo talvolta le nostre case, talvolta la terra in cui i nostri animali pascolano, e spesso entrambe le cose.

Il Presidente Kikwete sa bene che molti turisti in Tanzania riterrebbero una tale decisione molto discutibile, ed essendo il turismo una fonte fondamentale di entrate per il paese non vuole che questo diventi un enorme disastro per l'immagine del paese. Se riusciremo a far sollevare fin da subito ancora più indignazione rispetto a quella che già si è manifestata in passato, facendo in modo che i media ne parlino, potremmo costringerlo a pensarci due volte. Stai al nostro fianco per chiedere a Kikwete di fermare la svendita:

http://www.avaaz.org/it/save_the_maasai_sam/?bqsJhcb&v=23723

Questo esproprio di terra vorrebbe dire la fine per i Masai di questa parte della Tanzania, e in molti nella nostra comunità hanno già detto che preferirebbero morire che essere costretti a lasciare le loro case. A nome del nostro popolo e degli animali che vivono in queste terre, vi chiediamo di farvi sentire e stare al nostro fianco per far cambiare idea al nostro Presidente.


Con speranza e determinazione,

Gli anziani dei Masai del distretto di Ngorongoro


ULTERIORI INFORMAZIONI

I masai rischiano lo sfratto per un safari (Corriere della Sera)
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Ambiente/masai-rischiano-sfratto-safari/04-04-2013/1-A_005724283.shtml

Land grabbing, la minaccia che ritorna (Slow Food)
http://www.slowfood.it/sloweb/217fed39128444e5e55db3bef85b6fd7/sloweb

Kenya: storica sentenza del Tribunale africano a favore degli Ogiek (Survival)
http://www.survival.it/notizie/9073

Land grabbing e turismo di caccia. Il caso di Loliondo, Tanzania (AgriRegioniEuropa)
http://www.agriregionieuropa.univpm.it/dettart.php?id_articolo=1045

Tanzania - Rapporto Annuale (Amnesty International)
http://rapportoannuale.amnesty.it/sites/default/files/Tanzania_0.pdf